Modena, il percorso multisensoriale di Node tra arti elettroniche e futuro
La rassegna al via con il concerto gratuito di stasera nella chiesa di S. Bartolomeo. Un intenso programma che toccherà anche il Planetario, la Civica e lo Storchi
MODENA. Torna a Modena Node Festival, l’appuntamento con il minimalismo radicale e i suoni ad alta definizione, feedback acquatici e ambienti iperreali, arte, scienza e natura, da oggi fino a sabato 17 novembre.
Una nona edizione all’insegna come sempre della musica e dell’arte, con artisti internazionali e nazionali che attraverserà la città e i luoghi del centro, dal Planetario allo Storchi passando per la chiesa e la galleria Civica. «Node è un appuntamento che vuole includere varie forme artistiche e musicali - commenta Filippo Aldovini, direttore artistico del festival - cercando di vivere la città attraverso vari luoghi che ospiteranno performance e live di musicisti e artisti».
Si parte questa sera presso la chiesa di San Bartolomeo alle 21 con la proposta artistica di Masayoshi Fujita, compositore giapponese che vive a Berlino, conosciuto per l’utilizzo non convenzionale del vibrafono che nelle mani dell’artista esprime nuove potenzialità, attraverso l’interazione con fogli di alluminio o frammenti di metallo che ne ampliano lo spettro sonoro senza alterarne il carattere intrinseco.
Domani sera alle 21 invece il festival si sposta al Planetario di Modena con “Orthographe” che, in collaborazione con “Paradoxes” curerà il design all’interno della cupola. Protagonista sarà la musica di Caterina Barbieri, compositrice bolognese con base a Berlino che pone al centro della propria produzione artistica l’esplorazione di temi come l’intelligenza artificiale e la percezione sensoriale del suono.
Venerdì 16 (ore 21) si continua in uno dei luoghi che fanno parte della tradizione di Node, la Galleria civica per un viaggio che toccherà artisti molto distanti tra loro ma in costante sperimentazione. Da un lato lo sloveno Tadej Droljc, artista multidisciplinare e programmatore creativo che lavora sulle relazioni in tempo reale tra musica, suono e animazione 3D e dall’altro Stefano Pilia e Massimo Pupillo, due eclettici musicisti italiani e i “Visibile Cloaks”, duo americano formato da Spencer Doran e Ryan Carlile che al festival presenterà l’album Reassemblage, un lavoro dove sono i synth e melodie essenziali figli dell’estetica Midi i protagonisti che accompagneranno i visual dell’artista Brenna Murphy.
La giornata di sabato sarà ricca di appuntamenti: la mattina, alle 11.30 laboratorio gratuito per bambini, dai 6 ai 10 anni presso il teatro anatomico a cura della musicista e sound artist giapponese Tomoko Sauvage. La sua ricerca artistica parte dall’elemento acquatico: gocce, onde e bolle amplificate da una serie di idrofoni che risuonano in ciotole e recipienti di porcellana. Un’esperienza che l’artista proporrà per il pubblico alle 17 sempre al teatro anatomico (ingresso riservato agli abbonati).
La sera appuntamento al Teatro Storchi con il suono contemporaneo dell’artista australiano Ben Frost (ore 21). Musica ancestrale dove confluiscono ambient, drone, elettronica e black metal, tutto accompagnato dalle proiezioni video di Marcel Weber / MFO. Sarà invece compito dell’artista, ballerino e coreografo giapponese Hiroaki Umeda aprire l’ultimo atto del festival con la sua performance.
«È un appuntamento musicale e artistico molto importante - commenta Massimo Mezzetti, assessore regionale alla Cultura - stiamo investendo molto sulla musica e questa è una proposta molto interessante con contenuti ricercati e di alto livello». Parole di sostegno anche da parte del vicesindaco di Modena, Gianpietro Cavazza: «Un festival che tocca i luoghi della città, in particolare del centro e che propone un’offerta di contenuti ricercati che unisce il linguaggio della cultura e dell’arte».
Spazio anche all’arte, fino al 24 febbraio presso la Galleria civica la mostra di Ryoichi Kurokawa “al-jabr(algebra)” mentre da oggi fino a venerdì presso Music Hub La torre sarà visibile l’installazione M.U.R.O., un’opera site-specific ideata, realizzata ed animata in partnership con Natartribe e Recipient.cc, collaboratori di lungo corso dell’artista milanese. Per informazioni www.nodefestival.com. —
SERENA FREGNI.
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