Setti, gli strumenti musicali per un “concerto” a colori
CASTELFRANCO. Non più cattedrali e pievi romaniche. Sono ora gli strumenti musicali a dare vivacità alla pittura di Maurizio Setti, fino a domenica, alla Sala delle Arti. Nei suoi dipinti affiorano...
CASTELFRANCO. Non più cattedrali e pievi romaniche. Sono ora gli strumenti musicali a dare vivacità alla pittura di Maurizio Setti, fino a domenica, alla Sala delle Arti. Nei suoi dipinti affiorano chitarre, violini, clarinetti, contrabbassi, trombe, tromboni, viole, nel momento in cui vengono impiegati da musicisti per esprimere suoni che diventano ritmi, melodie. L’artista carpigiano rende appieno nel segno e nel colore i gesti e i movimenti, con le mani, la bocca, dei maestri. E si concentra sui particolari degli strumenti in una sorta di vagheggiamento per il clima che essi possono determinare (il suono si espande, tempo musicale, accordo rock, aria di jazz). Tanti gli elementi realistici che sembrano entrare in un rapporto di intima funzione di coralità (sinfonia, come un abbraccio). Il linguaggio pittorico, di andamento astratto, pare muovere dall’analogia musicale, quasi ad indicare come un’arte possa imparare da un’altra arte, procedendo con i mezzi che gli sono propri. —
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