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Immagini, parole e musica Sulle note di Paolo Fresu un omaggio a Chet Baker

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Immagini, parole e musica Sulle note di Paolo Fresu un omaggio a Chet Baker

CARPI. “La versione di Chet Baker”, testo di Leo Muscato e Laura Perini, è lo spettacolo della rassegna l’“Altro Teatro” che il trombettista Paolo Fresu porterà in scena domani, alle 21, al Teatro...

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CARPI. “La versione di Chet Baker”, testo di Leo Muscato e Laura Perini, è lo spettacolo della rassegna l’“Altro Teatro” che il trombettista Paolo Fresu porterà in scena domani, alle 21, al Teatro Comunale. Ad accompagnare Fresu, Dino Rubino (piano), Marco Bardoscia (contrabbasso), Alessandro Averone, Rufin Doh, Daniele Marmi, Graziano Piazza, Laura Pozone e altri due attori. La musica di Paolo Fresu e un cast di attori di primo piano fanno rivivere il genio musicale di Chet Baker, uno dei miti più controversi e discussi del Novecento, a trent’anni di distanza dalla sua scomparsa. Nato dalla fusione e dalla sovrapposizione tra scrittura drammaturgica e partitura musicale, lo spettacolo, diretto da Leo Muscato, crea un unico flusso organico di parole, immagini e musica per rievocare lo stile lirico e intimista di questo jazzista tanto maledetto quanto leggendario. In un incessante oscillare tra passato e presente, affiorano episodi disseminati lungo l’arco dell’esistenza di Chet Baker, da quando bambino suo padre gli regalò la prima tromba, fino al momento prima di volare giù dalla finestra di un albergo di Amsterdam. «Ogni apparizione - spiega il regista Leo Muscato - apre il sipario su una fase della vita dell’artista, che ha passato molti periodi lavorando e vivendo in vari luoghi d’Italia, facendo emergere anche il sapore di epoche diverse, di differenti contesti socioculturali e visioni del mondo. Si delinea la figura del grande trombettista, che fra sogni, incertezze, eccessi ha segnato una delle pagine più importanti della storia della musica. Se nella sua vita ogni cosa sembra essere andata in fumo, la musica è sempre rimasta come un’impronta tangibile di un universo poetico inesauribile». Paolo Fresu scrive: “Se la sua vita e la sua morte sono ancora oggi avvolte dal mistero, la sua musica è straordinariamente limpida, logica e trasparente, forse una delle più razionali e architettonicamente perfette della storia del jazz”. —

N.C.

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