Vasco, quarant’anni fa il debutto Nuova versione del primo album
modena. Un Vasco Rossi meno conosciuto torna alla luce dopo quarant'anni con un cofanetto speciale: si tratta dell'album di debutto “...ma cosa vuoi che sia una canzone...”, che sarà in vendita dal 7...
modena. Un Vasco Rossi meno conosciuto torna alla luce dopo quarant'anni con un cofanetto speciale: si tratta dell'album di debutto “...ma cosa vuoi che sia una canzone...”, che sarà in vendita dal 7 dicembre in un'edizione numerata che inaugura la serie “Sony R>Play edition 40th”. Nel box l’lp in vinile, cd e cassetta, il 45 giri di “La nostra relazione” e un libro-intervista scritto da Marco Mangiarotti con immagini inedite. Il disco è stato rimasterizzato, partendo dai nastri analogici, da Maurizio Biancani che aveva curato le registrazioni originali e che produsse poi album come “Bollicine”. «Sony mi ha dato carta bianca - ha raccontato Biancani - Volevo trasportare quei suoni ai giorni nostri senza modificarli: l’ho trattato come si farebbe un restauro di un'opera d'arte, per far venire fuori i colori originali, senza pomparlo, mantenendo le sonorità di allora, secondo me bellissime, e così sono emersi certi echi e riverberi, e le frequenze quasi da bambino della voce di quel Vasco». Un restauro è avvenuto anche per l’artwork di Luciano Tallarini, di cui non si sono reperite né le pellicole né il disegno originale, come ha spiegato il direttore creativo, Arturo Bertusi: «Vasco ha partecipato molto al progetto - ha aggiunto - Per le didascalie delle foto nel libro ha ricordato tutti i nomi, o ci ha trovato numeri di telefono di vecchi amici». Il 14 dicembre sarà diffuso un video animato di “Jenny è pazza”, uno dei classici del disco con “Silvia” e “Tu che dormivi piano”. Ma il primo appuntamento su schermo sarà su Sky Arte: “...ma cosa vuoi che sia una canzone...” è infatti il primo disco a venir raccontato nella seconda edizione di “33 Giri-Italian Masters”, in onda a partire dal 28 novembre. Il documentario ha per protagonista lo stesso Vasco Rossi che, con Biancani e Gaetano Curreri (arrangiatore e musicista dell'album), rievoca aneddoti, ricostruisce il contesto in cui nacquero i brani e apre uno squarcio sulla genesi del disco. Emerge ad esempio l'abilità chitarristica di Vasco, che in quel disco si occupò delle ritmiche e che di nuovo, davanti al mixer nel documentario, riprende ad arpeggiare la chitarra di allora. I commenti dei protagonisti, oltre che di Stefano Senardi e Marco Mangiarotti, ricostruiscono le ascendenze musicali tra progressive, rock e cantautorato, e illustrano la poetica del Blasco di allora e di oggi. Il brano “Ambarabacciccicoccò” offre uno spunto anche sulla coscienza del clima politico del ’77 bolognese: «Prendevo un po’ in giro un certo cantautorato impegnato - ricorda Vasco nella puntata - Perché secondo me la provocazione tiene sveglia la coscienza». —
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