Gazzetta di Modena

 

Zanasi: «“Troppa Grazia” una fascinazione fantastica all’origine del mio film»

Serena Fregni
Zanasi: «“Troppa Grazia” una fascinazione fantastica all’origine del mio film»

Al Raffaello e a Vignola il regista, originario di Vignola, Gianni Zanasi, che racconta la storia della giovane Lucia, interpretata da Alba Rohrwacher

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MODENA. È nelle sale “Troppa grazia”, ultimo lavoro del regista, originario di Vignola, Gianni Zanasi, che racconta la storia della giovane Lucia, interpretata da Alba Rohrwacher, che si ritrova a fare i conti con un’apparizione particolare, la Madonna. Non la classica apparizione religiosa ma qualcosa di più che scava nel mistero, nel fantastico e che regala allo spettatore una commedia originale e surreale. Nel cast anche Elio Germano e Giuseppe Battiston. Il regista Gianni Zanasi che oggi presenterà “Troppa grazia” al Victoria (17.40) e al Raffaello (19.10) racconta qualche curiosità sul film.

Come è nata l’idea di “Troppa grazia”?

«Mi sono immaginato una giovane donna da sola in un centro commerciale e ho sentito subito un’empatia fortissima, un sentimento molto vicino, una frustrazione del quotidiano dove quello che esiste è soltanto quello che puoi toccare, non c’è nient’altro. È qualcosa di soffocante e in questo stato d’animo si ritrova anche la ragazza. Ad un certo punto si dirige verso lo spazio dedicato alle televisioni e proprio in uno di questi schermi ultra piatti vede una donna con un velo che è la Madonna e che si rivolge a lei dicendole “Vai dagli uomini” e la giovane spaventata le risponde “No, vacci tu”. Sono scoppiato a ridere e questa risata mi ha coinvolto e ho sentito che poteva diventare qualcosa di più, avevo a che fare con un bisogno di mistero, non necessariamente religioso ma legato alla vita. Viviamo in un mondo iper-informato e questo ci dà una sensazione folle, come se conoscessimo tutto di tutti. C’è bisogno di ridare mistero alle cose, alle persone e dentro noi stessi. Da qui sono partite tante cose, la Madonna è un’immagine che appartiene all’infanzia di tutti e credo che quando vediamo da piccoli le prime immagini religiose anziché avere la fascinazione religiosa abbiamo quella del fantastico, di qualcosa che va aldilà del quotidiano».

Anche la Madonna che si è immaginato per il film fa parte della sua infanzia e della “fascinazione del fantastico”?

«Quando ho pensato all’apparizione della Madonna per la creazione della storia mi sono veramente sorpreso, perché io sono laico. Rispetto ovviamente tutte le persone che credono ma non ho quel tipo di percorso. Ero veramente sorpreso e mi sono chiesto come mai, sentivo che c’era qualcosa di veramente forte e molto potente sotto. Ho cercato di scavare dentro di me e ho avuto la sensazione che avesse a che fare con la mia infanzia quando mia nonna, dopo cena, mi portava a fare un passeggiata in una casa vicina alla nostra dove in giardino c’era la statua della Madonna. Mi ricordo che mi affascinava tantissimo ma non come immagine religiosa, era come se vedessi per la prima volta un supereroe, è un richiamo che va oltre l’oggi e quindi anche se uno non ha una fede religiosa è un sentire indispensabile che fa parte della vita».

Chi è Lucia?

«Lucia è una donna normale e come tutte le persone normali è anche straordinaria perché ti sorprende continuamente, è viva e come tutte le persone vive passa dalla risata alla commozione poi ancora alla risata. La vita è così ed è una sensazione molto liberatoria. Lucia è una che si ribella e che fa di tutto per riprendere a credere e quindi a immaginare e quindi a innamorarsi». —
 

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