Gazzetta di Modena

La corsa dei fuochi 

A Drama una piece su Danilo Dolci E un’ottima Chabot

Andrea Marcheselli

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. Una rassegna anima la stagione invernale di Drama Teatro: La Corsa di Fuochi, una decina di spettacoli, più laboratori di videodanza e drammaturgia, che più avanti porterà a Modena, tra gli altri, Silvia Pasello e Massimiliano Civica. Questa sera, alle 21, lo spazio di via Buon Pastore 37 ospiterà per la seconda replica “Digiunando davanti al mare” di Principio Attivo Teatro, azione scenica costruita da Francesco Niccolini sulla figura di Danilo Dolci, con interprete Giuseppe Semeraro per la regia di Fabrizio Saccomanno.

A metà settimana, invece, è andato in scena, in prima nazionale, “Sicilia”, creazione di Clyde Chabot coprodotta da Teatro Metastasio a Communauté inavouable. La Chabot è artista teatrale francese, principalmente regista, impegnata in un’attività di ricerca protesa alla fusione delle diverse discipline artistiche. In questo allestimento però si è concentrata sulla ricostruzione della storia della sua famiglia, seguendone le vicende che portarono i suoi progenitori prima ad emigrare in Tunisia, quindi, negli anni 50, verso la Francia. Seduti attorno a un tavolo gli spettatori possono così immergersi in una vicenda che è sì personale ma pure esemplare di un’epoca, di una condizione esistenziale, quella del migrante. Clyde Chabot si apre con ricordi personali, fotografie, documenti d’archivio attraverso i quali riemergono gli stati d’animo assieme alle piccole cose di un mondo perduto, arricchendo l’esperienza con un assaggio di formaggio, un sorso di vino nero e un pezzo di pane che possiedono tutto il sapore di una terra, la Sicilia, nella quale è facile trasformare in epico tutto ciò che di vagamente misterioso avvolge il suo passato. Qui la Chabot tocca corde che non possono lasciare indifferenti, perché la necessità della ricerca delle proprie radici è pressoché innata nell’uomo. La differenza può farla essere in grado di restituirne le tracce, i risultati in forma di spettacolo, ma questa è la specialità di un’artista come Clyde Chabot, da sempre volta a una costante riflessione sul proprio essere, sul proprio lavoro, sulla ricerca espressiva che si genera con una attività teatrale, sulla dimensione spazio-temporale che può ospitare l’esperienza tutta particolare del fare teatro. —

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