Modena. “Quasi niente”: alle Passioni è in scena la vacuità dell’esistenza
MODENA “Quasi niente”, lo spettacolo di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini liberamente ispirato al film “Deserto rosso” di Antonioni, sarà in scena per l’ultima replica modenese alle Passioni oggi alle 17. Interpretato dagli autori assieme a Francesca Cuttica, Monica Piseddu e Benno Steinegger pone cinque figure in uno spazio scenico abitato da oggetti minimali che ricordano la sintesi di un’esistenza vacua. Il riferimento al film di Antonioni è più che altro spunto per evocarne le dinamiche narrative, ove una donna attraversa il deserto della propria vita in un soliloquio esistenziale.
Qui pure ciascuna figura recita sé stessa in un incrocio di vite che nemmeno si sfiorano, condividendo sola un male di vivere che emerge tra divagazioni, memorie, citazioni letterarie. L’ambiente entro cui si muovono i cinque personaggi è sostanzialmente, forse allegoricamente, gelido, ed assume valenza assoluta quando si capovolge senza che questo produca mutamenti delle situazioni. È uno spettacolo, insomma, su un presente malato e un futuro che non c’è, ma nonostante tutto non impedisce di ipotizzarne la percezione.
Questo grazie al teatro che offre la dimensione di una realtà “altra” entro cui se non proprio un rifugio è concesso trovarne l'illusione. È uno spettacolo tosto, in altre parole, che trova forza particolare proprio nella constatazione delle prerogative dell'esperienza drammatica laddove le relazioni esistenziali di per sé sarebbero destinate al totale fallimento. Un ruolo non indifferente viene infine assunto dalla componente musicale, che non è solo un accompagnamento, bensì rappresenta un completamento, un arricchimento, anzi, dei contenuti, come nel teatro classico: protagonista ne è la figura più giovane, che infonde il dubbio che del male potremmo in definitiva avere bisogno per riuscire a cogliere il senso di una eventuale positività in ciò che ci succede. —
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