Gazzetta di Modena

Stefano Massini e le “sue” parole «un ponte tra noi e gli altri»

Maria Vittoria Melchioni
Stefano Massini e le “sue” parole «un ponte tra noi e gli altri»

Lo scrittore presenta il “Dizionario inesistente” L’incontro al Forum Monzani di Modena a partire dalle 17.30

3 MINUTI DI LETTURA







. Quante volte ci siamo detti: “magari ci fosse una parola per dirlo”? La cura per questa vacatio ce la dà Stefano Massini con il suo “Dizionario Inesistente”, edito da Mondadori, che viene presentato oggi al Bper Forum Monzani alle 17.30. Massini, considerato uno degli intellettuali più interessanti e vivaci del nostro tempo, è nell’occhio di un ciclone non previsto, rappresentato dal grande successo che sta riscuotendo a “Piazza Pulita”, su La7, con i suoi racconti spiazzanti, che viaggiano attraverso i grandi romanzi, il cinema, i miti e l’attualità.

Come mai ha sentito l’esigenza di “inventare” nuove parole?

«Le lingue sono tiranne. Scelgono in autonomia cosa definire e cosa lasciare senza nome. Ma le parole sono anche come banconote che soddisfano un bisogno personale. Le usiamo per poi darle ad altri che a loro volta ne faranno l’uso che credono. Le faccio un esempio: quando è iniziata la stagione di “Piazza Pulita” ho raccontato la storia di Laszlo Biro (l’inventore della penna a sfera, ndr). Quella sera in trasmissione c’era ospite Marco Minniti, l’ex ministro dell’Interno, che rimase folgorato dalla storia immedesimandosi nel personaggio, tanto che la riutilizzò in seguito nelle sue conferenze. Il fatto esilarante è che Crozza ne fece un’imitazione e quindi ora circolano tre versioni della storia di Biro e questo rappresenta in pieno lo spirito del libro e dei miei racconti. Le parole sono un ponte tra noi e gli altri».

Solitamente sono i bambini che inventano le parole. O come indica la citazione di Marquez nell’introduzione al suo dizionario “le parole nascono sulle labbra di chi le inventa per strada e non nella testa degli accademici”.

«C’è stata una discussione tra me e il mio editore Mondadori sulla scelta della copertina del dizionario. L’opzione era tra questo Big Bang di lettere che danno vita a parole e un bambino che giocava con i cubi con le lettere. Vorrei che chi viene al Forum Monzani non lo facesse con lo spirito di andare ad assistere ad una semplice presentazione di un libro, ma venisse ad assistere ad un’alchimia di parole che poi starà a lui usare nella vita. I bambini devono soddisfare i loro bisogni e non sapendo come si chiamano le cose, inventano parole, creano. Poi si va a scuola e gli adulti ti insegnano quale sia il linguaggio giusto. Ed è da qui in avanti che ci prefiguriamo il fatto che il linguaggio non sia qualcosa di nostro, ma qualcosa di imposto da altri».

Ventuno capitoli, uno per ogni lettera del nostro alfabeto, tutti basati su fatti o storie di personaggi realmente vissuti, che hanno ispirato una serie di nuovi sostantivi, verbi, avverbi. Quanto l’ha impegnata questa ricerca?

«Nel libro sono finite molte storie che negli anni avevo collezionato perché da sempre sono una specie di rabdomante delle vicende umane particolari».

Cosa ne pensa dell’impoverimento del linguaggio di oggi?

«Quando ero piccolo si pensava che nel 2018 il linguaggio sarebbe stato telepatico. Invece il trionfo della tecnologia ci ha fatto diventare un popolo grafomane. Ma c’è una sorta di pigrizia mentale che non ci fa usare le tante sfumature di questa nostra meravigliosa lingua. La tecnologia, poi, ha messo in piedi un meccanismo per il quale crediamo di essere più comprensibili se usiamo un minor numero di parole. Siamo arrivati al punto che chi usa più parole è immediatamente avvertito come qualcuno che ti vuole confondere, circuire e quindi ti vuole fregare. Amo però ricordare Don Milani che diceva: “Meno parole saprai usare e più sarai una pedina nelle mani di chi ha il potere”».

Cosa pensa dello sdoganamento degli errori grammaticali?

«Viviamo in un tempo di Anarchia per la quale appena c’è una regola è più figo chi la infrange. Si idolatra chi fa qualcosa che non si dovrebbe fare. Troverò una parola anche per questo». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google