Gazzetta di Modena

le polemiche 

Rovinato e poi “nascosto” Impossibile ridargli colore

M.F.

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MODENA. Imbarazzo per l’inquietante e assurdo restauro anche da parte dei Soprintendenti succeduti a Jadranka Bentini, passata a dirigere la Soprintendenza di Bologna. Con l’arrivo a Modena di Filippo Trevisani, il Compianto veniva allontanato dalla sala centrale della Galleria Estense per essere collocato in uno spazio più nascosto. Lo stesso Trevisani si adoperava, nel 2002, a sistemare le figure nella nicchia della chiesa di San Giovanni, con una disposizione che potesse rendere meno visibile certi interventi restaurativi che avevano fatto perdere il dramma e la disperazione di verità umana delle figure, in particolare della Madonna sul corpo esanime del figlio.

Anche la nuova Soprintendente Maria Grazia Bernardini sollecitava, nel 2005, in un incontro pubblico con Giorgio Bonsanti, docente di storia e tecnica del restauro a Firenze e già presidente dell’Opificio delle Pietre Dure, e il restauratore Pietro Tranchina, una diversa disposizione delle statue in modo da far risaltare le cromie (poche, in verità) emerse dopo il restauro. Un restauro che Bonsanti giustificava, in quanto “la coloritura data, nel 1853, da due pittori sotto la direzione di Malatesta, non era che raffazzonata”.

Inutile tentare di ridipingere le otto figure, come proponeva qualcuno. Il danno era, purtroppo, irreparabile.

Proprio come nella parole, forse involontarie, della Bernardini, che “nell’uno o nell’altro caso (con policromia o senza), abbiamo perso il Compianto”. —

M.F.

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