Gli umili e il mito Ferrari nella pittura naive di Motti
MODENA. È un narratore del mondo degli umili Alfredo Motti (1925-2018) con la sua pittura alla Redecocca Art Gallery. La sua opera parla delle fatiche del mondo contadino di un recente passato, in perenne lotta per un pezzo di pane e un piatto di minestra. Con un linguaggio naif, che si nutre di colori vivi e contrastanti l’artista crea figure dal volto scavato, dalle grandi braccia nerborute e mani callose, vestiti e grosse scarpe logore. Personaggi intenti ai lavori dei campi, al taglio della legna, alla preparazione del formaggio, o stanchi che ritornano a casa dopo il lavoro. Ma ci sono anche i giorni di festa, l'osteria, il suonatore di fisarmonica attorniato da pargoli gioiosi, il piatto di pastasciutta divorato avidamente, la lettura del giornale e il meritato riposo. Le opere esprimono anche la sua passione sportiva per la Ferrari, il Drake, i bolidi rossi e gli uomini che hanno reso possibile il Mito. —
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