Gazzetta di Modena

Quando Modena era Woodstock: in un libro 40 anni della città del rock

Giulia Manzini
Quando Modena era Woodstock: in un libro 40 anni della città del rock

Roberto Franchini, Roberto Menabue e Stefano Piccagliani ripercorrono un’epopea musicale d’oro e irripetibile

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MODENA. A scorrere lo strabiliante volume “Live in Modena. Quarant’anni di concerti nella città del rock” di Roberto Franchini, Roberto Menabue e Stefano Piccagliani, edito da Artestampa, si può pensare davvero che l’Emilia Romagna sia da annoverare come il 51° stato degli Usa tra la via Emilia e il West, come recita la quarta di copertina.

E sicuramente tra i tanti primati detenuti dalla città emiliana Modena, tra gli anni 80 e 90, è stata una tappa obbligata per tutti i cultori della musica Rock. Due decadi d’oro che hanno fatto di Modena una piccola Woodstock in salsa emiliana. Un ciclo felice che sembrerebbe aver avuto un ulteriore sussulto nel leggendario concerto che Vasco Rossi ha tenuto al Modena Park quasi due anni fa. “Tutto cominciò in quell’estate del 1981 - per usare un incipit di uno dei tanti avvincenti capitoli del libro – e a Modena si esibirono i Bauhaus, i Tuxedomoon, i Lounge Lizards e gli Echo & The Bunnymen”. Poi in rapida successione cronologica, i Simple Minds, Ray Charles, gli Eurythmics, gli U2, Bob Dylan, Sting, i Pink Floyd, Prince, gli Iron Maiden, David Bowie, Guns N’ Roses, Peter Gabriel, i Nirvana, i Radiohead, Frank Zappa, gli Oasis, i Deep Purple, i Ramones, Santana, Joe Strummer, i Fletwood Mac, i Black Sabbath, Lou Reed, i Simply Red, gli Stray Cats, Bob Geldof e David Byrne. Tutti si esibirono in varie location: al Festival dell’Unità, al Parco Novi Sad, Palamolza, al Palapanini allo Stadio Braglia e al Vox di Nonantola. Una felice epoca d’oro di cui sembra essere arrivato il tramonto all’inizio del Duemila eccezion fatta per il concerto dei Rage against the machine allo stadio Braglia. Un evento che si concluse con furibonde polemiche sulla stampa locale per le condizioni con cui il pubblico lasciò il terreno, complice anche la pioggia battente che sfondò il terreno sotto la curva Gigi Montagnani. E vale la pena a questo punto citare uno dei brani più divertenti e acuti del volume. “Si riaccese la polemica tra chi voleva che lo stadio fosse solo per il calcio e chi era a favore dell’utilizzo extracalcistico… Vinsero chiaramente i primi. Anche se, a ben pensarci, al Modena Calcio ed al suo stadio ha fatto più danni Antonio Caliendo dei Rage against the machine”.

Il volume, illustrato da fotografie rarissime scattate dalle fotografe Elisabetta Baracchi e Serena Campanini, vere e proprie coautrici del volume assieme a Franchini, Menabue e Picca, è una novità assolutamente inedita sul piano editoriale, gode del patrocinio della Banca Bper e del Comune di Modena.

La copertina del libro che ritrae Bob Dylan e Tom Petty che si esibiscono nel concerto del 12 settembre 1987 alla Festa dell’Unità, scattata da Elisabetta Baracchi, è uno scatto donato da un grande appassionato di Dylan, l’ex assessore Giancarlo Benatti scomparso la scorsa estate. Questo libro è anche un inno all’amicizia, come quella nata 40 anni fa tra i tre coautori Franchini, Menabue e Piccagliani ma soprattutto è un inno al Rock. Che se non salva la vita delle persone almeno la rende certamente migliore come recita il frontespizio del libro. —


 

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