Il vignolese Simonini invitato tra i 32 maestri del “Ritratto nelle arti visive”
Al museo Nori De’ Nobili a Trecastelli di Ripa esposte anche opere di Bodini e Messina
Domenico Simonini è tra i 32 artisti invitati alla mostra “Il ritratto nelle Arti Visive contemporanee”, a cura di Maria Jannelli e Simona Zava, fino al 27 gennaio, al Museo Nori De’ Nobili a Trecastelli, località Ripe (Ancona). Tra gli partecipanti anche nomi eccellenti, come il pittore Floriano Bodini e lo scultore Francesco Messina. E non poteva mancare Simonini, il vignolese noto per aver raccontato gli ambienti parigini, veneziani e del territorio modenese con personaggi, capaci di esprimere la condizione esistenziale di una varia umanità. Anche il lavoro che, espone in questa occasione, come il ritratto del giovane operaio edile del Marocco, riflette quel suo modo di dare consistenza all’immagine, nitida e essenziale che tende ad assumere vibrazioni di sensibilità, di moto d’animo, di sentimento umanissimo, in un disegno che struttura la fisionomia e in colori caldi e intensi, rivelatori anche di una condizione sociale. “Una forte aderenza ai temi sociali - nota Jannelli - accomuna Maria Luisa Simone (artista milanese che ha esposto più volte a Vignola) e Simonini, l’epica e la storia Renato Galbusera e Antonio Miano. Con le opere di Messina, Ceccarelli e Angelo Casati, si afferma un’idea di scultura che dà delle fisionomie una visione improntata all’idea che il vero si misuri con lo spirito della classicità. Il tema della frantumazione, dello scarto esistenziale coinvolge Floriano Bodini, Mino Ceretti, Giancarlo Cazzaniga e Pierangelo Tronconi, in ritratti venati di inquietudini, specchio di un io individuale e collettivo, che vive la stagione del prima e dopo il secondo conflitto mondale”.
Nella mostra, aperta fino al 27 gennaio, vengono proposti dipinti, sculture, disegni e fotografie, con cui gli artisti “vanno ad indagare - sostiene Zava - nella parte più profonda dell’anima e fanno emergere l’essenza della vita… Coniugano riflessione e pathos con una propria identità espressiva, dando vita a figure, presenze immagini e volti con carezzevole e suadente forza emotiva”. Tra le fotografie quelle di Maria Mulas con il ritratto di Gina Pane, e di Ruggero Passeri con quello di Mirella Bentivoglio. Tra i dipinti quelli di artisti nati a ridosso degli anni Sessanta, come Barbara Namhad, Alessandro Papetti e Velasco Vitali. Il percorso chiude con i giovani, come Marina Donadoni, Zhang Qiao e Francesca Vitali Boldini, la cui opera parla anche di accoglienza e convivenza. Una curiosità: il museo che accoglie la rassegna è dedicata a Nori De’ Nobili che si era rifugiata nella sua arte, passando da una clinica all’altra sino al ricovero a Villa Igea di Modena, dove a causa di un tumore è morta nel 1968, all’età di 66 anni. La mostra è itinerante. Prossima tappa al Museo Alda Merini di Milano e poi al Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio. —
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