Gazzetta di Modena

A Modena in scena “Singles”, avventura sull’amore al tempo dei social

Nicola Calicchio
A Modena in scena “Singles”, avventura sull’amore al tempo dei social

Da domani al teatro Michelangelo la commedia con Cavallaro, Antonio Grosso e Claudia Ferri

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MODENA. Il cartellone di prosa del Teatro Michelangelo apre il 2019 con lo spettacolo “Singles” di Rodolphe Sand (anche regista) e David Talbot, interpretato da Marco Cavallaro, Antonio Grosso e Claudia Ferri.

L'appuntamento è da domani, 8 gennaio, a giovedì, alle 21. Dopo il successo ottenuto in Francia e in Belgio e nella piccola isola di Tahiti, torna “Singles”, la prima esilarante commedia sull’universo degli “scoppiati”. “Singles” racconta, con pungente humor e sapiente ironia, le tragicomiche avventure di un gruppo di amici in cerca del grande amore. Amici da anni e single da troppo, Giuliana, Antonio e Bruno, stanchi di ritrovarsi ai matrimoni dei loro ex, decidono di dare una svolta alla loro esistenza, iniziando a frequentare locali per single, club sportivi, e imbattendosi in improbabili incontri al buio. Giuliana, iperattiva bibliotecaria, innamorata non corrisposta di Bruno, tecnico commerciale di una ditta di carta igienica; Antonio timido laureando in biologia segretamente innamorato di Giuliana, sono accomunati dalla disperata ricerca dell’anima gemella. Fra equivoci, esilaranti gag, timidi approcci e inaspettate rivelazioni finiranno per incontrare il grande amore? Quindici esilaranti quadri per un divertente ritratto del mondo dei single. . «In realtà è una tragicomica avventura di tre sfigati alla ricerca dell'amore - spiega Marco Cavallaro - I tre fanno di tutto per trovare l'amore della loro vita. E invece basta guardarsi attorno per riuscire a trovarlo. Spesso guardiamo lontano mentre chi abita a pochi metri da noi può essere l'amore della nostra vita».

Il tutto raccontato con il linguaggio dell’ironia...

«È così. È una commedia che viene proposta in circa 25 Paesi del mondo. Noi ci divertiamo tanto e la gente sembra apprezzare lo spettacolo».

Si parla dei problemi dei single che oggi sono molti.

«L'avvento dei social ha allontanato le persone, almeno nei rapporti. Poi ognuno ha la sua storia. Ormai vige il mordi e fuggi e tutto viene delegato ad un telefonino. Non si ha più il contatto fisico con le persone, non ci si guarda negli occhi per parlarsi. Si vive di immagini e manca il dialogo».

È vero che c'è un finale a sorpresa?

«Come tutte le commedie c'è un finale da seguire attentamente. La gente si appassiona e fa il tifo per i vari personaggi».

In passato hai portato spettacoli che non invitano ad una vita insieme. Basta citare “Se ti sposo mi rovino” e “Pericolo di coppia”.

«Cerco di raccontare le varie sfaccettature dell'unico sentimento che ci accomuna tutti. Siamo sette miliardi di individui diversi ma quello che ci accomuna è la ricerca dell'amore. Cerco di proporre commedie dove ognuno si può riconoscere. Chi non ha vissuto una storia d'amore tormentata? Chi non è stato lasciato?».

Tu hai quasi sempre rappresentato tuoi lavori, questa volta ti cimenti con una commedia francese.

«Si tratta di un buon progetto che, quando mi è stato offerto, non ho avuto esitazione ad accettare. In questo modo mi riposo un po', anche se non mi sono mai fermato di scrivere e ci sono mie commedie in giro per l'Italia con altre produzioni».

Sei di casa al Michelangelo e il pubblico di Modena ha imparato ad apprezzarti. Cosa vuoi dire ai modenesi?

«Sono felicissimo di ritornare a Modena anche perché al Michelangelo ho trovato un pubblico meraviglioso. Voglio ringraziare il direttore Berto Gavioli, un signore vecchio stampo del teatro, che non ha paura di scommettere su nuove realtà. Devo ringraziarlo per avermi aperto le porte di un teatro che ogni anno ospita grandi nomi. Invito i modenesi a venire al Michelangelo per passare una serata divertente». —

Nicola Calicchio
 

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