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“La signora delle camelie”, rilettura di un classico del teatro francese

“La signora delle camelie”, rilettura di un classico del teatro francese

Diretto da Matteo Tarasco e interpretato da Marianella Bargilli e Ruben Rigillo lo spettacolo sarà in scena giovedì 10 gennaio alle 21 all’auditorium Ferrari

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MARANELLO. Con “La signora delle camelie”, tratto dall’omonimo romanzo di Alexander Dumas fils, adattato e diretto da Matteo Tarasco e interpretato da Marianella Bargilli e Ruben Rigillo, prosegue giovedì 10 gennaio (alle ore 21) la Stagione 2018/2019 dell’Auditorium Enzo Ferrari, curata da Ater Associazione Teatrale Emilia Romagna. Alla rappresentazione assisteranno (gratuitamente) anche dieci nostri lettori, iscritti alla community Noi Gazzetta, che si sono prenotati nella sezione Eventi del sito www.gazzettadimodena.it.

Margherita Gautier è la più bella cortigiana della città conosciuta come, “la signora delle camelie”. Questi sono i fiori che lei teneva con sé quando si recava al teatro. Il personaggio è ispirato a Marie Duplessis, una celebre figura di cortigiana divenuta contessa di Perrégaux. Il narratore della storia entra in possesso di un libro appartenuto alla defunta. Il testo è Manon Lescaut, con una dedica sulla prima pagina da parte di un certo Armando Duval. Inizia così il racconto della storia, che nasce quando Armando, conosce Margherita durante una rappresentazione teatrale. Armando ne è subito colpito, ma lei ride della sua infatuazione; sempre più affascinato da Margherita le dichiara il suo amore. Margherita accetta la sua continua presenza, solo nel caso lui le assicurasse indipendenza e libertà senza dover dare spiegazioni sul suo vivere. Infatti, il suo amante deve essere discreto e sottomesso. Armando è molto geloso del duca e del conte che continuano a far visita a Margherita: ma Prudenza gli spiega che lei ha bisogno dei loro soldi per mantenere un certo tenore di vita. La relazione tra i due inizia quando Margherita rifiuta definitivamente il conte. Intanto il padre di Armando, venuto a conoscenza della relazione del figlio, lo vorrebbe costringere a lasciare Margherita, che rifiuta e torna dalla sua amata. Al suo ritorno, però, riceve un biglietto in cui Margherita afferma di averlo lasciato. Armando viene a sapere che Margherita è gravemente malata: quindi le scrive una lettera e leggendo la sua risposta, scopre che lei lo lasciò così improvvisamente per il volere di suo padre. Alla fine Margherita muore di tisi e Armando ne sarà comunque molto triste.

Il romanzo di Dumas Fils è un viaggio nel profondo dell’animo umano, ove le contraddizioni più aspre si fondono, per restituire un’immagine del mondo vividamente controversa. Mettere in scena “La signora delle camelie”, capolavoro della letteratura francese dell’Ottocento, che alla sua prima apparizione sconvolse l’immaginario collettivo, vuole essere un tentativo di riacquistare, attraverso la fascinazione del palcoscenico, i valori della parola poetica, che crediamo oggi debba imporsi su altri linguaggi che dicono e spiegano, ma non insegnano il senso. “La signora delle camelie” è una storia cupa e disperata, che oscilla pericolosamente nell’incerto territorio in cui danzano avvinghiati Eros e Thanatos. È una storia assoluta, spietata, estrema, senza margini di riscatto, senza limiti. Il costo del biglietto intero è di 18 euro mentre il ridotto 16 euro, da acquistare prima dello spettacolo alla cassa dell'Auditorium. —

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