Gazzetta di Modena

edito da il dondolo 

“Halal” dentro la mente di un terrorista mancato Racconto di Adil Bellafqih

Luca Gardinale
“Halal” dentro la mente di un terrorista mancato Racconto di Adil Bellafqih

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modena. La cosa bella delle bombe è che certe volte non esplodono. Magari sono semplicemente fatte male, perché l’attentatore, quel bottone, lo aveva anche premuto, ma non è successo niente. Ad Halal, invece, di cose ne succedono parecchie dopo l’esplosione mancata: per esempio, si accorge di essere vivo, e soprattutto che lo sono anche le persone che stava per uccidere. E allora cambia tutto, e il ragazzo finisce per benedire quel malfunzionamento che darà un senso alla sua esistenza. A guardare dentro la vita di un (mancato) attentatore suicida è Adil Bellafqih, 27enne sassolese di origini marocchine - il padre è di Casablanca - che dopo aver raggiunto con “Baratro” la fase finale del premio Calvino, ha pubblicato con “Il Dondolo”, la casa editrice digitale delle biblioteche comunali di Modena, il racconto “Halal”, «scritto dentro il corpo e la testa di un aspirante terrorista, esattamente l’attimo prima di farsi esplodere durante un concerto dei Vampires». Racconto seguito poi da un nuovo romanzo, “Il grande vuoto”, che grazie alla mescolanza tra noir e distopia ha ottenuto una menzione speciale alla 31esima edizione del premio Calvino e che arriva adesso nelle librerie (con Mondadori).

Adil, come le è venuto in mente di indagare nella mente di un attentatore?

«A volte traggo ispirazione dai casi di cronaca, o semplicemente scrivo quello che mi gira in testa. Così, un giorno, ho pensato di provare a raccontare quello che passa nella mente di un uomo che ha deciso di farsi esplodere. In realtà, Halal non ha, o non pensa di avere, motivi per vivere, non ha sogni né desideri e a un certo punto gli viene data la possibilità di fare qualcosa e di dare un senso alla sua vita. Una possibilità senza alternative, forse perché lui non ne ha mai cercate».

Quindi voleva indagare sul male e sull’attrazione che esercita sugli uomini?

«Il male affascina gli uomini da sempre, e di fatto ogni uomo ha una componente mostruosa che è solo sua. Del resto, come dice Alan Moore, il “padre” di Batman, “basta una brutta giornata per ridurre alla follia l’uomo più assennato”. Tornando ad Halal, però, il protagonista non ha una vera percezione del male, né motivi religiosi che lo spingono a fare quello che ha deciso di fare: piuttosto, è immerso in una dimensione nichilistica, e trova nella bomba l’unico motivo per darsi un senso. Di fatto, però, Halal non è un mostro: l’unica cosa mostruosa della storia è la bomba, anche se poi…».

Halal ci ripensa?

«No: lui il bottone lo preme, perché al concerto vorrebbe portare con sé, e quindi uccidere, il maggior numero di persone possibile, ma la bomba non funziona. È solo in quel momento che il protagonista si rende conto di essere vivo e che sono vive, soprattutto, le persone attorno a lui». —

Luca Gardinale

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