Gazzetta di Modena

Modena, un trittico dedicato al musical Si comincia con “Dirty Dancing”

Modena, un trittico dedicato al musical Si comincia con “Dirty Dancing”

Firmato da Federico Bellone con la supervisione dell'autrice Eleanor Bergstein. Lo spettacolo ha debuttato in Italia nel 2014 diventando subito record d’incassi

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MODENA. Se siete tra i quaranta milioni di persone che nel 1987 hanno acquistato una copia della colonna sonora di “Dirty Dancing”, o parte degli undici milioni di possessori del dvd, conoscete sicuramente la forza attrattiva che hanno brani come “(I've had) the time of my life”, “Hungry Eyes”, “Do You Love Me?”, “Hey! Baby” e “In the Still of the Night”. . L'occasione per poterli sentire nuovamente ve la dà il primo appuntamento della rassegna “Musical!! che si apre stasera al Teatro Comunale Pavarotti quando alle 20.30 si alzerà il sipario sullo spettacolo dei record “Dirty Dancing”, prodotto da Show Bees in collaborazione con Wizard Productions con l’adattamento di Alice Mistroni, regia di Federico Bellone, coreografie di Gillian Bruce, scene di Roberto Comotti e costumi di Marco Biesta e Marica D’Angelo.

Questa versione teatrale del cult movie, che ebbe come protagonisti Patrick Swayze e Jennifer Grey, ha ottenuto i più alti incassi nella storia del teatro europeo. In Italia il titolo debuttò a Milano nel 2014 (record d’incassi con oltre 115.000 presenze nei primi 3 mesi). A partire dal 2015, lo spettacolo, firmato da Federico Bellone con la supervisione, dell'autrice Eleanor Bergstein in persona, diventò subito la versione ufficiale e internazionale del musical, in scena in Inghilterra, Germania, Spagna, Austria, Monte Carlo, Messico, Belgio, Lussemburgo e Francia.

Siamo in una tipica estate degli anni '60, al resort Kellerman arriva la famiglia Houseman. La diciasettenne Frances detta “Baby” è la figlia minore e durante la vacanza imparerà una grande lezione di vita… oltre a qualche passo di danza. Non molto entusiasta delle attività ricreative del resort, la ragazza scopre il suo personale intrattenimento quando si imbatte negli alloggi del personale del villaggio, nel bel mezzo di una festa scatenata.

Affascinata dai ritmi travolgenti, e dalle movenze di questi nuovi “balli proibiti”, Baby vorrebbe tanto esserne coinvolta, soprattutto dopo aver notato Johnny, il maestro di ballo, con il quale inizierà una travagliata storia d'amore.

Quando Eleanor Bergstein scrisse la storia di “Dirty Dancing - Balli Proibiti” non si sarebbe mai immaginata un tale successo. «In tutti noi si nasconde un ballerino, questa è la storia di Baby… la musica, il ballo… - disse - forse è proprio qui che si cela il segreto del successo senza tempo di Dirty Dancing».

Per volere dell’autrice, non sono i protagonisti a cantare, ma i celeberrimi brani si diffondono o da un giradischi, o da una radio, o da un juke-box, o da un pianoforte e fanno da colonna sonora alla formazione di Baby, al suo passaggio da ragazzina a donna, con la sua voglia di affermarsi ricordandoci che “nessuno mette Baby in un angolo”. “Dirty Dancing” è uno sprone all’affermazione del proprio io, perché solo essendo noi stessi possiamo vivere il più bel momento della nostra vita.

I prossimi appuntamenti con la rassegna dedicata al musical sono in cartellone il 20 marzo quando sarà presentato “La Famiglia Addams” e il 16 aprile con la prima italiana di “Johnny Johnson” su musica di Kurt Weill. —
 

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