Gazzetta di Modena

Mirandola, l’eroica storia dell’Odissea nella versione di Mario Perrotta

Mirandola, l’eroica storia dell’Odissea nella versione di Mario Perrotta

Originale rivisitazione del poema epico riproposto dall’attore e due musicisti

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MIRANDOLA. Con una originale rivisitazione dell’Odissea, realizzata dal pluripremiato regista e attore Mario Perrotta, continua stasera, alle ore 21. la Stagione 2018/2019 dell’Auditorium Rita Levi Montalcini di Mirandola, curata da ATER. Costo del biglietto intero 15 euro, ridotto 12 euro. Sul palcoscenico oltre a Mario Perrotta, i musicisti Mario Arcari (oboe, clarinetto, batteria) e Maurizio Pellizzari (chitarra, tromba) che suoneranno dal vivo. La collaborazione alla regia è di Paola Roscioli. Una produzione Teatro dell’Argine, vincitore del Premio Hystrio alla Drammaturgia 2009, e finalista Premio UBU 2008 nella categoria Miglior Attore. «Questa sera mi affitto due musicisti, li porto nella piazza del paese e faccio il botto! Stasera succede un casino».. Così entra in scena Telemaco, figlio di un Ulisse mai tornato, e comincia il suo spettacolo d’arte varia. Non risparmia nulla, a sé stesso e agli altri: racconta, come sa e come può, la sua versione dei fatti. E ogni sentimento si fa carne viva sulla scena e diventa corpo, parole in musica, avanspettacolo, versi sciolti e danza, odissea a brandelli di un ragazzo che non sa tenere insieme i cocci di una storia - quella di suo padre - che non sta più in piedi. Per Telemaco il tempo dell’attesa è scaduto: è ora di fare spettacolo. «C’è un personaggio nell’Odissea che, da sempre, cattura la mia attenzione, un personaggio che molti non ricordano neanche: Telemaco – spiega Mario Perrotta - Ho provato a chiedere in giro e, difatti, molti ricordano il cane di Ulisse - Argo, mi pare - ma non il figlio. Io, invece, ne ho sempre subito il fascino, perché la sua attesa è carica di suggestioni. Telemaco non ha ricordi di Ulisse, non l’ha mai visto, non sa come è fatto, non sa il suono della sua voce: per Telemaco, Ulisse è solo un racconto della gente. Ed è proprio questa assenza ad aprire infinite possibilità nei pensieri di Telemaco. Lui è l’unico personaggio dell’Odissea che può costruire un’immagine di Ulisse calibrata a suo piacimento. I pensieri di Telemaco, forse, sono l’unico luogo dove Ulisse può essere ancora un eroe. Ma gli eroi durano il tempo di un romanzo e questo Telemaco lo sa... E’ così che ho disancorato Telemaco dal tempo degli eroi e l’ho trascinato qui, nel ventunesimo secolo, avvilito da una madre reclusa in casa; assediato dalla gente del paese che, non sapendo che fare tutto il giorno al bar della piazza, mormora della sua “follia” e della sua famiglia mancata; circondato dal mare del Salento». —

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