Gazzetta di Modena

Carpi, nel corpo di Hitler per dimostrare che il führer non era un super-uomo

Stefano Luppi
Carpi, nel corpo di Hitler per dimostrare che il führer non era un super-uomo

L'installazione dell’artista psichiatra Antonello Fresu: «Con radiografie e dati clinici vogliamo demolirne il mito»

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CARPI. «La mostra Der Korper - spiega l’artista e psichiatra Antonello Fresu - è una ostensione del corpo di Adolf Hitler: mostriamo le sue radiografie e i suoi esami, in sostanza la sua umanità e fisiologia. In questo modo lo riportiamo a un ammasso di muscoli e ossa, contrastando il mito del superuomo perfetto che l’ideologia nazista voleva imporre attraverso l’eugenetica e lo sterminio degli ebrei». Fresu introduce “Der Korper” che ha aperto ieri alla sala Cervi di Palazzo dei Pio ed è organizzata dalla Fondazione Campo Fossoli in occasione del Giorno della Memoria. Una mostra difficile, complicata e anche rischiosa, per le eventuali polemiche che potrebbe generare, ma straordinaria per il tema che tratta. Certo, c’è bisogno di applicazione per comprenderla e per questo sono utilissimi i vari pannelli disseminati nelle cinque sale. Si esce con la sensazione di avere compreso che Hitler era “solo” un uomo: il dittatore che sostanzialmente rappresenta il male assoluto, quasi fosse Satana, era ovviamente un ammasso di cellule e per di più non amava esibire il suo corpo. Tanto da non apprezzare l’esibizione che invece ne feceva Benito Mussolini. Ma l’appuntamento ha anche un altro fine. Mette in guardia gli uomini di oggi e pone una domanda a cui tutti siamo chiamati: visto che un umano è stato capace di tali azioni, come teniamo noi a bada la nostra parte negativa, quel lato umano “mostruoso” che Carl Gustav Jung chiamava l’Ombra?

L’INIZIO

La prima sala è impressionante, presenta gigantografie di tre metri e retroilluminate delle radiografie originali del cranio di Hitler. «Le abbiamo tratte dai materiali originali - spiega Antonello Fresu - che sono giunte da Huston e da Londra, riproduzioni della sua cartella clinica. Tutto deriva da un dossier medico che alla fine della guerra gli americani compilarono per comprendere questa figura terribile. Il rapporto nasce soprattutto dalle testimonianze scritte del suo medico curante Theodor Morell dal quale abbiamo appreso che il capo nazista assumeva molte decine di pillole ogni giorno. Era malato, il führer, come attesteranno nei prossimi giorni alcuni medici ai quali abbiamo sottoposto quanto esposto a Carpi. Ma uno psichiatra ci spiegherà che non era un malato di mente. La nostra installazione artistica, perché di questo si tratta, vuole contrastare il mito di questa figura: solo comprendendo l’Ombra si riesce a essere migliori perché se non gestiamo la parte mostruosa di noi essa viene proiettata all’esterno, in quel caso sulla intera Germania».

IL PERCORSO

Dopo la sala iniziale delle gigantografie il viaggio dentro il corpo del dittatore tedesco prosegue con due spazi che presentano vari documenti della cartella clinica, con elenco dei farmaci assunti e anche una serie di cartoline che raffigurano i suoi (brutti) dipinti. In questa seconda area si crea una sorta di discrasia: a terra abbiamo la rappresentazione dell’Hitler reso di nuovo uomo debole come tutti mentre in alto vengono proiettati filmati con il dittatore “divinizzato” nelle varie parate davanti a un pubblico sterminato. L’area successiva spiega la fonte utilizzata, il rapporto Usa, ma è la parte conclusiva a destare stupore e a trasmettere una certa inquietudine. Si entra infatti in una saletta scarsamente illuminata dove rimbomba forte il battito cardiaco di Adolf tratto dall’elettrocardiogramma. Ed è qui che secondo gli organizzatori si può capire a fondo il fine della mostra.

I COMMENTI

Ieri sera all’inaugurazione c’erano il sindaco Alberto Bellelli, il presidente e il direttore della Fondazione Fossoli, Pierluigi Castagnetti e Marzia Luppi e la co-curatrice Giannella Demuro. «Abbiamo discusso prima di dire sì a questa mostra - hanno detto - e abbiamo concluso che Fresu spiega attraverso la cultura. Probabilmente farà discutere: le radiografie permettono di guardare in faccia il male e studiarne la metafisica».

INFO

Sala dei Cervi e sala Cabassi aperte fino al 31 marzo, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Per informazioni e visite guidate tel. 059.688272 o il sito www.fondazionefossoli.it. —
 

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