Gazzetta di Modena

La Bonissima? E' un thriller modenese il noir più scaricato del web

Ombretta Guerri
La Bonissima? E' un thriller modenese il noir più scaricato del web

Barbara Baraldi racconta come è nato il racconto “La Sconosciuta”  

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MODENA. È “La Sconosciuta”, racconto noir della modenese Barbara Baraldi (Ed. Il Dondolo, illustrazione di Beatrice Pucci), l’opera con il maggior numero di download sulla piattaforma MLOL (un sistema utilizzato a livello nazionale da seimila biblioteche), più di autori come PIF ed Elena Ferrante.

Si tratta di un storia tutta modenese che parte dalla Bonissima, uno dei simboli di Modena. Barbara ha pubblicato romanzi per Mondadori, Castelvecchi, Einaudi e un ciclo di guide ai misteri della città di Bologna per Newton & Compton. Dal 2012 collabora alla serie “Dylan Dog” di Sergio Bonelli Editore e proprio nei giorni scorsi è uscito il nuovo albo di Dylan Dog dal titolo “La Sopravvissuta” di cui è autrice.

Come nasce l’idea di parlare, nel tuo racconto, della Bonissima?

“La Bonissima è uno dei simboli di Modena, ma è anche un enigma. Sono sempre stata affascinata da questa figura femminile dallo sguardo indecifrabile, che sembra osservare dalla sua posizione privilegiata che domina piazza Grande dall’angolo tra Palazzo Comunale e via Castellari. Chissà quante storie avrebbe da raccontare, se solo potesse parlare. Sono partita proprio da questo interrogativo per dare il via a questa novella nera, un thriller psicologico che vuole essere un omaggio a Modena, città dai mille volti”.

Quando scrivi romanzi o racconti, sai già all'inizio come andrà a finire?

“Quando scrivo cerco sempre di sorprendermi; non posso provare la rassicurante sensazione di avere tutto sotto controllo. Credo che altrimenti il romanzo risulterebbe artefatto. Se capisci subito dove lo scrittore vuole andare a parare... È una cosa gravissima per un thriller, in cui gran parte del divertimento sta proprio nel brivido dell’ignoto. Per prima, sono io che devo aver paura di voltare pagina, al momento della scrittura, perché non sono sicura di quello che troverò. Questo non ha niente a che fare con lo studio che sta dietro a un romanzo. Per il thriller “Aurora nel buio”, per esempio, ho impiegato quattro anni tra lo studio delle procedure e del criminal profiling”.

Qual è la differenza, secondo te, tra il lavorare per fumetti e scrivere romanzi o racconti?

“C’è una differenza di linguaggio, sicuramente, perché si tratta di due diverse forme di espressione. Credo di aver cominciato a scrivere sceneggiature quando mi sono resa conto che questo tipo di narrazione si adattava perfettamente al mio modo di “vedere” le storie. Mi spiego meglio: anche scrivendo un romanzo procedo a visioni, nel senso che le immagini mi scorrono davanti agli occhi come se si trattasse di un film… o un fumetto. Nel fumetto, si scrive inizialmente per il primo lettore della sceneggiatura, ovvero il disegnatore. Colui che dovrà trasformare le parole in immagini”.

Progetti futuri?

“Sto scrivendo il nuovo thriller con protagonista Aurora Scalviati, la mia profiler bipolare. Si tratta della sua terza indagine, ambientata nella Bassa emiliana. La trama è a dir poco complessa e sfaccettata, con una doppia indagine e un serial killer che sembra uscito da una filastrocca horror. Per quanto riguarda il fumetto, sto collaborando come co-sceneggiatrice a un progetto per il mercato francese, con la casa editrice Soleil, insieme a un disegnatore straordinario, Emiliano Tanzillo”.

Se volete leggere il bel racconto di Barbara Baraldi ecco il link http://emilib.medialibrary.it/media/scheda.aspx?id=850569046&source=ebook_carousel. —
 

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