Mazzoli, Verolino, Metronom: modenesi “in scena” ad ArteFiera
Da oggi le gallerie portano i loro artisti alla 43esima edizione della rassegna Per gli emergenti c’è “Set Up Fair”. E con “Art City” oltre cento eventi
Regole rigorose ad ArteFiera, 43esima edsizione. Da oggi a lunedì (fino a domenica dalle 11 alle 19, lunedì dalle 11 alle 17) non più collettive, spesso senza senso, ma tante mostre personali. Con il nuovo direttore Simone Menegoi, che ha sostituito Angela Vettese, la selezione è severa. Artisti e operatori del settore hanno fiducia nel giovane direttore, per rilanciare la manifestazione che, negli ultimi anni, dopo l’accorta conduzione di Silvia Evangelisti, non ha dato notevoli risultati.
Ora si crede al rilancio: per una maggiore visibilità non più di tre artisti per stand piccoli, e fino a sei per spazi più grandi. E tra le 150 gallerie, anche quella di Emilio Mazzoli e Metronom nel padiglione 25, e la Galleria Antonio Verolino nel padiglione 26. Abituato ad essere tra i primi della classe, Mazzoli dispone di più un ampio spazio per accogliere i transavanguardisti Paladino, Chia e De Maria, l’immancabile Schifano, gli americani Ross Bleckner, Peter Halley, Alex Katz, e altri nomi di spicco, come Benvenuto, Jori, il carpigiano Olivo Barbieri. Da aggiungere la “Sound Art” (arte sonora) di artisti della galleria che Mario Mazzoli, figlio di Emilio, ha a Berlino. Opere tessili (arazzi e tappeti) di Vasarely, Max Ernst, Cucchi, Tremlett, Bertozzi&Casoni espone Verolino a Bologna. “Arte tessile e pittura – dice Antonio – s’intrecciano sempre più. L’opera si mostra come un’originale rielaborazione di un’immagine attraverso il proprio linguaggio”.
Nella sezione fotografica Metronom presenta fotografie e immagini in movimento di Kenta Cobayashi, Mark Dorf e Taisuke Koyama. Tra i pittori segnaliamo i modenesi Franco Guerzoni presso MarcoRossi di Milano, Andrea Chiesi da Guidi&Schoen di Genova e Davide Benati alla Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia. La rassegna vuole evidenziare, in particolare, la creatività degli italiani che operano in una dimensione internazionale.
Della febbre dell’arte si contagia la città, con Art City, il cui programma prevede 100 iniziative per la notte bianca di domani: mostre, performance, happening in gallerie e musei, ma anche in spazi privati (caffè, osterie, negozi e locali vari).
Con ArteFiera anche SetUp Art Fair a Palazzo Pallavicini, settima edizione, dedicata all’arte emergente. Tra le 25 gallerie, di cui tre straniere, anche la modenese D406 che espone due recenti tele di Andrea Chiesi. Dell’artista viene proposta la monografia “Eschatos” (Silvana Editoriale), testo di Giovanni Lindo Ferretti, con le immagini che raffigurano edifici industriali abbandonati, luoghi di memorie (archivi e biblioteche) che Chiesi definisce “i luoghi ultimi”. Della D406 è pure il progetto “ritorno al disegno”, con i lavori di Daniela Alfarano, Ericailcane, Fausto Gilberti, Nico Mingozzi, Paco Pomet e Nicola Toffolini. Operatori modenesi anche per Art City, con “Nuove terre”, progetto di Wunderkammer di Vignola allo Studio Mironi. Oggi, alle 17, presentazione della monografia “Luoghi riflessi” dedicata a Mauro Pipani, a cura di Flaminio Gualdoni. Inaugurazione della mostra, curata da Lucia Biolchini, con Sabrina Muzi, Linda Rigotti e Pipani che trasformeranno lo studio in sequenze ambientali. —
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