La redenzione dei libri Modena premia i detenuti poeti e scrittori
L’8 febbraio al Teatro delle Passioni la proclamazione dei vincitori. Elena Ferrante tra i giurati Il miglior romanzo scritto in carcere sarà pubblicato in e-book da Giunti-Bompiani
. «Il premio “Sognalib(e)ro per le carceri” - spiega Giordano Bruno Ventavoli, responsabile di “Tuttolibri” di La Stampa e ideatore della iniziativa - permette di portare i libri, simbolo di libertà e fantasia, in dieci carceri italiane, ossia negli luoghi chiusi per antonomasia. Venerdì prossimo annunceremo i vincitori delle sezioni narrativa ed inediti». Ventavoli spiega così l’iniziativa legata alla lettura per i detenuti, introducendo la serata finale che si svolgerà venerdì 8 febbraio, tra premiazioni, letture e teatro, alle Passioni di via Carlo Sigonio (ore 20.30, ingresso libero fino ad esaurimento posti). L’iniziativa, promossa dal Comune di Modena con la Direzione generale del Ministero della Giustizia - Dipartimento amministrazione penitenziaria, Giunti editore e Bper Banca ha visto il coinvolgimento di novantasei detenuti di otto istituti tra cui il Sant’Anna di Modena (gli altri sono Milano - Opera, Trapani - Cerulli, Torino - Lorusso e Cutugno, Brindisi, e tre carceri femminili: Pisa, Pozzuoli e Roma Rebibbia - Stefanini). «L’obiettivo - continua Ventavoli - è quello di promuovere la lettura e la scrittura negli istituti penitenziari, dimostrando come la cultura possa essere un importante strumento di riabilitazione. Lo dico senza retorica, ma è stato bellissimo vedere come si siano costituiti i gruppi di lettura nelle carceri e che alcuni detenuti abbiano detto di avere iniziato a leggere proprio in questa situazione. Sono anche arrivati commenti e qualcuno di loro ha anche scritto alcuni testi. Erano dieci le galere coinvolte, poi due si sono sfilate perché i gruppi di lettura sono stati sciolti visto che le persone avevano esaurito le loro pene». Il programma della serata finale è stato presentato al palazzo comunale dal vicesindaco Gianpietro Cavazza e da Ventavoli stesso insieme a Marco Bonfiglioli, dirigente del Provveditorato amministrazione penitenziaria di Emilia-Romagna e Marche, Eugenio Tangerini, dirigente relazioni esterne Bper e Stefano Tè, regista del Teatro dei Venti.
Per l’8 febbraio è previsto un programma “denso” che rispecchia la caratura del giovane premio, “controllato” da una giuria che oltre all’ideatore vede impegnati anche la scrittrice Elena Ferrante («ma non ho avuto con lei rapporti diretti, solo mediati», spiega Ventavoli), l’autore modenese Walter Siti e Antonio Franchini, direttore editoriale di Giunti editore. I detenuti del Sant’Anna e della casa-lavoro di Castelfranco leggeranno le classifiche dei libri - i detenuti hanno letto e votato tre libri: “L'arminuta” di Donatella di Pietrantonio (Einaudi),“Una storia nera” di Antonella Lattanzi (Mondadori) e “Perduto in paradiso” di Umberto Pasti (Bompiani) - e le motivazioni dei voti. Per quanto riguarda la sezione inediti i premiati sono gli stessi detenuti che hanno scritto i loro testi: uno per la poesia, uno per il racconto e uno per il romanzo. Quest’ultimo verrà pubblicato in e-book da Giunti-Bompiani e la casa editrice fiorentina donerà alle biblioteche delle carceri partecipanti 1.500 libri del proprio catalogo titoli. Sarà invece la casa editrice digitale “Il Dondolo” del Comune di Modena (diretta da Beppe Cottafavi) a pubblicare in e-book una antologia degli scritti inediti presentati per il concorso. Chiude lo scrittore Walter Siti: «Sarebbe facile scherzarci sopra parlando di letteratura d'evasione invece favorire la lettura e la riflessione sulla lettura in carcere è una cosa molto seria. I romanzi aiutano a tenere insieme la realtà e la fantasia». —
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