Gazzetta di Modena

Con Archivio Zeta un “affondo” tra i racconti di Primo Levi

Con Archivio Zeta un “affondo” tra i racconti di Primo Levi

Stasera e domani al Teatro delle Passioni, alle 21, “Vizio di Forma” sull’omonima raccolta edita nel 71 da Einaudi

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MODENA. Sarà il Teatro delle Passioni di via Carlo Sigonio 382 ad ospitare oggi e domani, alle 21, lo spettacolo “Vizio di forma”, liberamente ispirato all’omonima opera di Primo Levi.. Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni, autori e produttori indipendenti che nel 1999 hanno insieme fondato la compagnia Archivio Zeta, si confrontano con la seconda raccolta di racconti fanta-tecnologici e fanta-biologici di Primo Levi, pubblicata per la prima volta da Einaudi nel 1971.

Un affondo nell’opera più nascosta dello scrittore, nel centenario della sua nascita: «Siamo partiti dallo studio dei racconti di fantascienza - afferma la compagnia - scoprendo un mondo ricchissimo di idee, predizioni, premonizioni, immagini, angosce. La scrittura di questo straordinario lucido intellettuale (troppo spesso intrappolato nel consolatorio ruolo di testimone) è un pozzo senza fine di riflessioni filosofiche sull’essere umani oggi, sul potere devastante della tecnica, sul destino delle nostre coscienze, sul nostro tessuto originario, sulla falsificazione del linguaggio, sull’abuso pornografico delle immagini, sull’apocalittica distruzione della natura. Poter lavorare su questo magma incandescente permette al nostro teatro di andare a fondo su diverse questioni aperte in altri spettacoli: il ruolo del pubblico come parte attiva della drammaturgia e della scena, l’analisi metafisica del testo, il rapporto dialettico tra immagine e parola».

Archivio Zeta è stata fondata nel 1999. Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni sono autori e produttori indipendenti di lavoro culturale. Hanno studiato e lavorato con Luca Ronconi, Marisa Fabbri, Danièle Huillet, Jean-Marie Straub. Dal 2003 mettono in scena tragedie di Eschilo, Sofocle, Karl Kraus, Pier Paolo Pasolini al Cimitero Militare Germanico della Futa, il più grande sacrario tedesco in Italia, sull’Appennino tosco-emiliano, ottenendo l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Il costo dei biglietti va da 6 a 12 euro. —

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