Gazzetta di Modena

Modena, omaggio al genio di Elio Fiorucci con le figurine Panini

Modena, omaggio al genio di Elio Fiorucci con le figurine Panini

La mostra "Pop Therapy" al Palazzo Santa Margherita dal 9 marzo punta a bissare il successo di una collezione analoga del 1984

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MODENA. Una mostra per rendere omaggio a Elio Fiorucci, creativo, pioniere dei moderni influencer e molto altro ancora, scomparso nel 2015. La presenta il Museo della Figurina che dal 9 marzo al 25 agosto ospiterà “POP THERAPY. Lo spirito rivoluzionario delle figurine Fiorucci”, curata da Diana Baldon, direttrice di Fondazione Modena Arti Visive, e Francesca Fontana, curatrice del Museo della Figurina.

La mostra indaga il “fenomeno Fiorucci” attraverso 200 figurine che compongono l’album “Fiorucci Stickers”, pubblicato nel 1984 dalle Edizioni Panini e riassume l’immagine grafica della casa di moda milanese conosciuta in tutto il mondo.. Già dalla confezione, l’album si presenta in modo assolutamente innovativo: non una pubblicazione sfogliabile ma un raccoglitore di colore rosa fucsia e giallo fluo, richiudibile mediante un bottone calamitato, al cui interno si trovano 28 schede mobili su cui attaccare le figurine. La flessibilità che lo caratterizza è strumentale per consentire all’utente di esprimere la propria creatività e mettere alla prova la propria fantasia.

All’epoca della pubblicazione, le figurine erano considerate veri e propri oggetti di design, utilizzabili per decorare diari, motorini, ante di armadi, uno dei tanti linguaggi espressivi con cui si esprimeva la cosiddetta “Fioruccimania”.

Una vera e propria opera in stile Fiorucci che ebbe uno straordinario successo, con oltre 25 milioni di bustine vendute, pari a 105 milioni di figurine, uno dei rari esempi di recupero del ruolo pubblicitario della figurina. Il percorso espositivo, organizzato in sezioni, ricalca la divisione tematica dell’album. Fiorucci Story propone alcune delle immagini più iconiche del marchio, dai celebri candidi angioletti elaborati dal grafico Italo Lupi nel 1970, alle sfrontate e provocanti campagne pubblicitarie incentrate sulla nudità del corpo femminile concepita da fotografi e grafici come Oliviero Toscani e Augusto Vignali.

La mostra si conclude con una sezione dedicata ai negozi Fiorucci, la cui realizzazione era generalmente affidata a importanti architetti e designer quali Amalia Del Ponte, Ettore Sottsass, Michele De Lucchi, Franco Marabelli e Andrea Branzi ed è arricchita da una selezione di oggetti concessi in prestito da collezionisti privati. —


 

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