Gazzetta di Modena

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Il Pueblo di Celestini Ode a cultura e magia degli emarginati di oggi

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CASTELFRANCO. Ascanio Celestini, accompagnato dalle musiche dal vivo di Gianluca Casadei, porta in scena, alle 21 di oggi, al Teatro Dadà di Castelfranco Emilia “Pueblo”, la seconda parte della trilogia iniziata nel 2015 con Laika. Un barbone, un alcolizzato, una prostituta, gli abitanti di un condominio, un supermercato, un grande magazzino dove lavorano facchini immigrati dall’Africa: questo è il paesaggio urbano e umano di Laika che ritroviamo anche qui in “Pueblo”.

«Questa è la storia di una barbona che non chiede l’elemosina - afferma Ascanio Celestini - e di uno zingaro di otto anni, della barista che guadagna con le slot machine, di un facchino africano e di un paio di padri di cui non conosco il nome. La storia dignitosa dei centomila africani morti nel fondo del mare. Questa è la storia di una giovane donna che fa la cassiera al supermercato e delle persone che incontra. Questa è la storia di un giorno di pioggia».

A questo mondo si aggiunge quello più nascosto di un orfanotrofio gestito dalle suore e del tribunale dove questi dimenticati incontrano lo Stato e la Storia con la S maiuscola: «Di questi personaggi mi interessa l’umanità - prosegue Celestini - Voglio raccontare come sono prima della violenza che li trasforma in oggetto di attenzione da parte della stampa, ma voglio raccontare anche il mondo magico che hanno nella testa. Il mondo che li rende belli e che, solo quello, può aiutarli a non farli scomparire. I contadini lucani o friulani, i pastori sardi o abruzzesi, i braccianti pugliesi o siciliani e tutti gli altri poveracci del passato che lasciavano terra e famiglia abbandonavano un intero orizzonte culturale per cercare di integrarsi nell’effimero mondo del triangolo industriale. Entravano nella Storia da sconfitti, ma in cambio ricevevano il frigorifero, il riscaldamento e l’italiano semplificato imparato dalla televisione. Oggi i nuovi poveracci non avranno nemmeno questo in cambio della loro disfatta. E allora vale la pena che sia salvaguardata almeno la cultura che hanno nel cuore e la magia che nascondono nella testa».

Il musicista Gianluca Casadei, diplomato in fisarmonica classica con Patrizia Angeloni al Conservatorio di Latina “O.Respighi” ed in Musica Jazz con Renzo Ruggieri all'I.M.P “G. Braga” di Teramo, ha seguito diverse master class e seminari tra cui quelle con Stefan Hussong, Hans Maier, Fabio Rossato e Antonello Salis. Il costo dei biglietti da va 16 ai 20 euro. —

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