Il reale diventa fantastico nelle fotografie di Pivetti
MODENA. Il paesaggio, il bosco, la casa del nonno, la porta, un pezzo di cielo sono reali, ma Franco Pivetti li connota di elementi estranei elaborando le sue fotografie, presentate, fino al 3 marzo, nella Saletta del Centro Studi Muratori. Ecco allora l’apparizione di una croce, un fulmine, un meteorite, un uovo che sovrasta un mondo nuovo, una “conferenza” di gatti ai limiti della foresta, un mosaico, Venere nascente da un involucro, un totem di uova che conferiscono ad ogni immagine una dimensione fantastica, surreale. Un surrealismo vicino a quello di René Magritte, i cui quadri si pongono spesso come paradossi logici. E’ un periodo vissuto in Belgio che permette a Pivetti di conoscere il lavoro di Magritte che diventa riferimento per la sua pittura negli anni Settanta. La ricerca dell’artista modenese (nato a Cavezzo, ma vive da decenni in Trentino) passa attraverso il simbolismo e “l’automatismo gestuale”. La fotografia costituisce l’approdo ultimo della sua investigazione creativa. —
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