Modenantiquaria, boom di vendite e visitatori Ultimi giorni di mostra
Primi bilanci all’insegna dell’ottimismo degli espositori Numeri record e fiducia per il fine settimana conclusivo
modena. Il boom di vendite è atteso nei giorni finali a Modenantiquaria, che chiude domenica 17 febbraio, anche se molti collezionisti e amanti dell’antico hanno già fatto le loro scelte. La soddisfazione è palpabile negli stand, perché la manifestazione ha acquistato un grado di eccellenza. Nella sezione Modenantiquaria i 112 espositori mettono in mostra mobili, dipinti, sculture, oggetti unici di valore storico che fanno gola anche ai musei. La rassegna accoglie tesori portati dall’Associazione Nazionale Antiquari a cui è riservato uno stand con 11 capolavori. Meraviglie anche nella sezione Petra, riservato a decorazioni e design per parchi, giardini e ristrutturazioni. Qui da ammirare il David di circa sei metri, tratto dall’originale michelangiolesco, con una Maserati Barchetta del 1961, della collezione Panini, in una spazio anche verde concepito all’architetto Tiziano Lera. E bella arte dell’Otto e Novecento, con i nomi più famosi, viene proposta da 18 gallerie nella sezione Excelsior. Del clima euforico parla Pietro Cantore, presidente dell’Associazione Antiquari modenesi. Sono stati acquistati un quadro del Guercino e opere di alto valore. Sabato si è registrato il record di visitatori, 18% in più rispetto allo scorso anno. E in questi ultimi giorni, la mostra sarà aperta dalla 10.30 alle 20. Per Sergio Bianchi di Ossimoro di Spilamberto è un trionfo. «Enorme l’ interesse anche per le cose più importanti e costose. Ho venduto una ribalta e un tavolo da gioco del ‘700 modenese, anche perché c’è amore verso le cose del territorio». Tra i dipinti in mostra una Maddalena (1732) di Sebastiano Conca, che è il gemello di quello a Roma nella collezione Doria Pamphilj; e l’opera “La famiglia di Dario ai piedi di Alessandro Magno”, 1720, di Michele Rocca, definito “il Parmigianino giovane”. «La fiera è stupenda - dice Matteo Giusti - e gli affari vanno bene. All’inaugurazione ho venduto subito “La Sacra Famiglia” di Malatesta. Un quadro di Andrea Becchi è stato scelto da un museo italiano. Acquistati anche un quadro di Gaetano Bellei, una consolle modenese (700). Sono esposti quattro capolavori di Pier Francesco Cittadini (XVII sec.), le cui opere sono anche nella Galleria Estense. Siamo fiduciosi anche per questo fine settimana». Tra le scoperte una tavola, dall’antiquario Zoboli di Ferrara, di Francesco Maria Castaldi da Modena (XVI sec.), di soggetto religioso. «Nel dipinto si manifesta una cultura con ascendenze raffaellesche, aggiornata - sostiene lo storico Emilio Negro - su opere di Girolamo da Carpi e Nicolò dell’Abate». —
M.F.
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