La via della Chiesa secondo Scola Il cardinale ospite a Forum Eventi
Alle 17.30 al Monzani l’incontro sul libro “Ho scommesso sulla libertà” L’alto prelato in dialogo con la giornalista di Radio 24 Maria Latella
. «Credo che la via della Chiesa di oggi sia una via stretta: la chiamerei la via del crinale». È lucido, consapevole, ma pieno di speranza, lo sguardo con cui il cardinale Angelo Scola racconta la sua vita, la Chiesa e l’Italia, nella profonda e sorprendente conversazione con Luigi Geninazzi giornalista e coautore della sua biografia “Ho scommesso sulla libertà” edita da Solferino. Il cardinale presenterà il libro oggi alle 17 al Bper Forum Monzani in una conversazione con la giornalista di Radio 24 Maria Latella. Scorrono le pagine come scorrono gli eventi fondamentali di una vita ricca di aneddoti: dalla riscoperta della scelta cristiana nell’adolescenza, alla militanza in Comunione e Liberazione in fecondo dialogo con il «genio educativo» di don Giussani, all’amicizia con Giovanni Paolo II che lo nomina vescovo a soli quarantanove anni. Non mancano ricordi strettamente personali, dal travaglio della lunga malattia e dall’esperienza della psicoanalisi al passaggio tra il papato di Ratzinger e quello di Bergoglio, definito «un salutare colpo allo stomaco per le Chiese d’Europa». Al centro di questo ricco affresco di aneddoti e riflessioni si staglia una domanda cruciale: a che punto è la Chiesa di oggi? Tra chi riduce il cristianesimo a semplice religione civile e chi propone un puro ritorno al Vangelo, il cardinale indica una «terza via» che è quella delle implicazioni dei misteri della fede. E dell’impegno fattivo dei credenti per contribuire, ripartendo dalla fede, alla «nascita di una nuova Europa, inevitabilmente meticcia ma non per questo senza più identità».Il futuro del cristianesimo s’intreccia con la domanda sul futuro della secolarizzazione. Ci sarà ancora spazio per il senso religioso? «Il senso religioso non sparirà mai, perché non si può eliminare dal cuore dell’uomo la domanda sul significato della propria vita, che inesorabilmente diventa una domanda sul mistero». La sua autobiografia attraversa anche i grandi passaggi storici, con analisi e giudizi sui problemi più scottanti del presente, dall'immigrazione al dibattito sul fine vita. Dopo essere stato ad un passo dal soglio pontificio (sebbene lui neghi questa circostanza) e dopo aver guidato per anni l'Arcivescovado di Milano, Angelo Scola ora vive nella canonica di Imberido, un piccolo paesino in provincia di Lecco, sulle rive del lago Annone. —
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