Barbolini alla Ubik per Asterione Nuovi titoli di Pederiali e Orsenigo
. Cosa c’entra la Restaurazione con un tordo ferito a morte? Servette e ospedali per matti con un kimono di seta giapponese color malva? La casa editrice Asterione pubblica due nuovi titoli: “Emiliana”, di Giuseppe Pederiali, titolo d’esordio della collana omonima, e “Di male in peggio” di Vittorio Orsenigo che inaugura la collana Ouroboros. La prima presentazione modenese si terrà sabato 23 febbraio alle 18 alla libreria Ubik, con lo scrittore e direttore editoriale Roberto Barbolini. Accanto a un romanzo storico, che Asterione pubblica oltre vent’anni dopo la sua prima edizione per Giunti, ambientato nel ducato di Modena fra la fine del periodo napoleonico e i primi fermenti del Risorgimento, l’opera per frammenti di un artista, regista e scrittore di inclinazione surrealista, considerato dagli intellettuali un autore di culto e dalla critica un caso letterario. Da un lato, nel libro di Pederiali, la costruzione di un’epopea, familiare, popolare e di costume, dall’altro, in quello di Orsenigo, l’invenzione divertita di tante parti per il tutto. Due opere completamente differenti e tuttavia affatto disarmoniche, che incarnano perfettamente l’intenzione editoriale: se fosse un piatto, sarebbe in agrodolce, un disegno, in chiaroscuro, un pezzo musicale, in controcanto. Secondo Alberto Bertoni il segreto di questo romanzo è nella sua natura. “Emiliana” - scrive nella prefazione - deve buona parte della propria bellezza e della propria leggibilità alla sua appartenenza al romanzo storico. Atouts decisivi una trama felicemente elaborata nei suoi intrecci, la finezza e la precisione nelle descrizioni dei vari dettagli di “cultura materiale” e l’amore tutto ecologico per la natura dei luoghi. A ciò, naturalmente, si deve aggiungere il tema dominante della pazzia”. Marinaio, programmatore di computer, giornalista, Pederiali si è poi finalmente dedicato alla scrittura. Un humus che, forse, è stato a modo suo determinante e gli ha consentito di cucire, con la leggerezza di un sarto, un immaginario almanacco ricco di metafore. Se Giuseppe Pederiali, emiliano di nascita e di cultura ha fatto suo, per regalarlo al mondo, il milieu padano, Vittorio Orsenigo, definito da Massimo Onofri “Scrittore supremamente eccentrico, persino nel conto degli eccentrici”, per Roberto Barbolini “rimane una delle sicure promesse della letteratura italiana”. Classe 1926, acrobata eternamente sospeso sul filo testuale della brevitas, racconta: “Mio padre, che era un importante industriale milanese, tanti anni fa, nel presentarmi in azienda disse: “Il ragazzo non ha speranze, sapete, è un poeta”. Collaboratore di Elio Vittorini e di Paolo Grassi, ha firmato importanti regie teatrali. “Bizzarro e divagante” per Daniela Marcheschi, “estroso e caleidoscopico” per Giuseppe Pontiggia, è autore di prose brevi che scoccano frecce micidiali, cogliendo alla fine di una traiettoria solo apparentemente ricca di luoghi comuni, bersagli che ci sorprendono. In “Di male in peggio” fanno le loro apparizione, fra gli altri, Robinson Crusoe, la principessa Sissi e un branco di lupi. Leggendo fra le righe, riconoscerete Charles-Henri Sanson, il boia di Parigi, mentre, sullo sfondo, sfilano carrozze che trasportano, insieme, merci e passeggeri. —
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