Il “Don Giovanni” di Mozart ha la voce di Petra Magoni
La rassegna di Carpi “L'altra musica” propone l’opera “riletta” dall’Orchestra di Piazza Vittorio
CARPI. La rassegna “L'altra musica” propone, alle 21 di oggi, al teatro Comunale di Carpi, un appuntamento molto particolare, ossia il “Don Giovanni” di Mozart messo in scena dall’Orchestra di Piazza Vittorio, che vede tra i protagonisti Petra Magoni. Firmano la regia Andrea Renzi e Mario Tronco, mentre le elaborazioni musicali sono affidate a Leandro Piccioni, Pino Pecorelli e allo stesso Mario Tronco. Nel cast anche Mama Marjas, cantante reggae molto applaudita nel ruolo di protagonista della precedente “Carmen”, insieme a Hersi Matmuja, Evandro Dos Reis, Omar Lopez Valle, Houcine Ataa e, alla prima collaborazione con l’Orchestra, Simona Boo, dal 2015 vocalist dello storico gruppo napoletano dei 99 Posse.. Costituita da musicisti che provengono da dieci Paesi e parlano nove lingue diverse, l’Orchestra di Piazza Vittorio mischia la musica tradizionale di ogni Paese, e la intinge con rock, pop, reggae e classica, giungendo ad una sonorità unica, una lingua unica, quella della musica.
Don Giovanni, come un redivivo Cab Calloway in un immaginario Cotton Club, in un’ambientazione dal gusto anni ’20 ma anche fortemente contemporanea, dirige la sua orchestra e il suo destino in una pulsione di libertà e perdizione. Un luogo carico di energia, luce e vita dove i musicisti, posti su appositi piani sfalsati in altezza, che delimiteranno uno spazio a sviluppo circolare tagliato da una parete di pannelli specchianti, si muoveranno protagonisti nelle loro fughe musicali ed esistenziali.
Il lavoro parte da un sorprendente Don Giovanni, che è affidato ad una voce femminile: quella di Petra Magoni che era già stata l’indimenticabile Regina della notte del Flauto magico mozartiano. Capace di mille travestimenti e abile a muovere in scena le fila di tutta la vicenda, intorno a Petra Magoni/Don Giovanni si sviluppa tutta la drammaturgia musicale dello spettacolo che è il filo conduttore di questa rielaborazione contemporanea del mito settecentesco.
«Siamo abituati all’idea di un Don Giovanni burlone, che si finge spesso un altro – racconta Mario Tronco - Il nostro Don Giovanni parte però da presupposti diversi. L’idea è quella di sempre: rappresentare se stessi nei panni di altri, recitare il ruolo di se stessi con le parole e il carattere di personaggi di fantasia». Prossimo appuntamento al Comunale domenica con Spellbound Contemporary Ballet & Theatre Dance Project. —
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