Gazzetta di Modena

la fondazione fossoli 

«Portiamo avanti una missione: diventare testimoni dell’orrore»

«Portiamo avanti una missione: diventare testimoni dell’orrore»

«Andiamo verso un futuro  dove i reduci scompariranno.  Sta a noi ricordare ed evitare che milioni di persone  siano morte invano»

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Dietro un grande viaggio c’è sempre una grande squadra. In questo caso si tratta del team della Fondazione Fossoli, che con grande passione ha tramesso ai giovani la memoria di questi luoghi. «Quest'anno il viaggio - commenta Marzia Luppi, direttrice della Fondazione - si è arricchito di nuove mete, che hanno dato altri spunti di riflessione. Gli studenti, nonostante siano partiti “informati”, sono stati toccati dalla visita ai lager nazisti; nella cerimonia conclusiva al monumento Lepetit a Ebensee hanno preso la parola per esprimere stupore di fronte a tanta violenza, per chiedere come sia stato possibile lo sfruttamento e lo sterminio dei propri simili, per interrogarsi sul loro presente e sul loro futuro».

A fianco di Marzia c’è Francesca Schintu, operatrice della Fondazione che ricorda l’importanza dei taccuini, piccoli libretti che la Fondazione fornisce agli studenti sui quali loro annotano pensieri e disegni durante il viaggio: «Per capire che cosa sia “Storia in viaggio. Da Fossoli a Mauthausen” basta aprire a caso uno di questi quaderni e leggere cosa hanno annotato i ragazzi. Tra gli scritti mi piace ricordare quello di una giovane studentessa di Pavullo: “Siamo alla fine del viaggio e posso dire che sono molto grata di aver intrapreso questa esperienza. Mi sento più determinata nel seguire i miei sogni e nel cercare di rendere questo mondo un posto migliore per tutti. Non vedo l’ora di trasmettere questa mia motivazione al mondo”. L’orizzonte di questi ragazzi, così sincero e immediato, condensa il senso del nostro lavoro».

Tra gli operatori c’è anche la 23enne Giulia Santoro: «Ricordare non è un’azione semplice. Richiede completa devozione: fisica, empatica, mentale. Nel ricordo si tiene vivo un sentimento, una lacrima, un errore. Nel ricordo si riportano in vita le persone, i luoghi, le paure. Nel ricordo c’è giustizia e realtà. Il viaggio della memoria è tutto questo. Noi abbiamo avuto la fortuna di poter partecipare al viaggio, studenti, storici ed operatori, affinché si tenga vivo il ricordo poiché stiamo andando verso un futuro dove presto i reduci e i testimoni scompariranno. Ora sta a noi portare avanti le testimonianze per evitare che milioni di persone abbiano sofferto e siano morte invano». —

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