L’Interprete
degli esclusi
Una serie di tele sulla realtà dei manicomi
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Di un destino di sofferenze si è fatto interprete Covili, prendendo a cuore anche chi è stato rinchiuso nei manicomi. E un tema che sviluppò nelle opere “Gli esclusi” del 1974- 1977. Una serie di forte impatto per esprimere una vita di stenti. «Cercavo - diceva - di rendere una grande tensione interiore. C’è gente che soffre, è sola e emarginata». Basaglia, vedendo i quadri dichiarò che Covili ha dato dignità a queste persone, ha capito la solitudine, l’eredità di dolore che li ha portati alla malattia, di cui non si ha spesso rispetto.
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