Gazzetta di Modena

evento oggi all’ex aem 

La Macchina Modenese rinasce attraverso l’obiettivo di Barbieri

S.L.
La Macchina Modenese rinasce attraverso l’obiettivo di Barbieri

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MODENA. Ex Amcm-Aem, interno notte. Il carpigiano Olivo Barbieri - progetti in tutto il mondo, allievo di Luigi Ghirri, negli ultimi quarant’anni mostre a Bologna, Londra, Parigi, Huston, Lugano, Montreal, Biennale di Venezia - sceglie le ore notturne per fotografare e documentare la “Macchina Modenese” di Aldo Rossi. L’opera, sette metri di altezza, eccezionalmente esposta all’Aem fino al 19 aprile grazie alla intuizione del funzionario comunale Fausto Ferri, ha ora un nuovo “cantore” visivo. Dopo il cimitero fotografato proprio da Ghirri ora arrivano queste immagini di Barbieri che saranno proiettate, oggi alle 12, all’ex Aem di viale Buon Pastore 43. Nel corso dell’incontro, aperto a tutti, scorreranno sul grande schermo le immagini realizzate dall’artista carpigiano, «frutto - spiegano gli organizzatori - di un percorso di avvolgimento dell’opera da parte del fotografo che l’ha ritratta in modo da raccontarla intorno e all’interno». L’imponente “Macchina Modenese” fu realizzata nel 1983 su progetto appunto del premio Pritzker Aldo Rossi nell’ambito della mostra “Aldo Rossi, opere recenti” allestita alla Palazzina dei Giardini ducali. In occasione di quella mostra, che presentava un nucleo centrale di disegni, oli e acquarelli sul Nuovo Cimitero di San Cataldo, concorso vinto da Aldo Rossi e Gianni Braghieri nel 1971, prese corpo all’interno della cupola seicentesca della Palazzina seicentesca, una costruzione realizzata per volontà dello stesso Aldo Rossi in legname da cantiere dipinto in giallo e rosso, che potesse restituire in modo chiaro il significato della sua architettura. Intanto prosegue il dibattito riguardo la futura esposizione della “Macchina” di Rossi. Qualcuno vorrebbe mantenerla dov’è da pochi giorni (collocazione che “qualifica” un luogo al momento piuttosto anonimo). Qualcun altro pensa di spostarla all’ex ospedale Sant’Agostino, magari nel cortile centrale. —

S.L.

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