Arte e poesia si sposano nei piccoli gioielli di carta creati da Josef Weiss
MODENA. Libri di grande bellezza dello svizzero Josef Weiss porta Roberto Gatti nella galleria Arte su carte, in via Fratelli Rosselli 23.
Gatti, che è direttore del Laboratorio di Arte Grafica, dove si realizzano la stampa d’arte originale e libri d’artista, apprezza molto il lavoro di editori del settore, anche stranieri. Dopo aver esposto, negli anni scorsi, i libri di Pier Giorgio Spallacci, Franco Sciardelli, Alberto Casiraghi e Giorgio Upiglio, propone fino al 13 aprile quelli di Josef Weiss che conosce, fino in fondo, “l’arte di fare libri”. Nel suo atelier a Mendrisio nascono, dal 1981, splendidi libri, con la composizione di testi fatta rigorosamente a mano, con caratteri mobili in piombo e stampa eseguita con due macchine ottocentesche.
“Il libro – sostiene Rosa Pierno - è di magnifica fattura, dalla consistenza di carte rarissime alla qualità tipografica e alle legature che appaiono leggere eppure resistenti. Il figlio di Weiss, Manuel, realizza incisioni dal disegno degli artisti, mentre la moglie Giuliana crea carte dipinte con cui alcuni poeti amano dialogare”.
In queste creazioni uniche si uniscono i grandi nomi della poesia e dell’arte. Ecco, allora, “Madonna dei campi” con poesia di Fabio Pusterla e disegni di Giulia Napoleone, “Aghifogli”, con poesia di Antonio Rossi e acqueforti di Massimo Cavalli, “Tra Ortensia e Aglio” con poesia di Roberto Bernasconi e incisione di Loredana Muller Donadini, “Quartetti”, con quattro poesie i Dino Carlesi e quattro acqueforti di Bruno Ritter, “L’Infinito” di Leopardi, in più lingue, con una xilografia di Adriano Porazzi raffigurante il poeta, “Le voleur de cils e d’iles”, con poesie di Jean-Daniel Ducret e sette acqueforti di Marco Mucha, “Campo in movimento” con testo di Rosa Pierno e fotografie dell’editore.
Della stessa sapienza fattuale si connotano i leporelli, con un numero ristretto di copie, della collana “Divan”, ideata da Weis nel 2002. Sono piccoli libri per costruire una possibilità di dialogo fra Occidente e Oriente.
Nel momento in cui la parola dominante tra i due è “guerra”, si vuole dare un’opportunità d’espressione concreta alla parola libertà.
“Weiss – dice Gatti – è un uomo garbato e intelligente, assorto nel suo tempo sospeso, fatto di carte impresse con l’inchiostro, rilegature, carte dipinte e altre cose. Josef Weiss è i suoi libri e i suoi libri sono Josef Weis”. —
M.F.
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