La Scala s’inchina a Luciano Pavarotti Una serata evento per il Tenorissimo
Condotta da Fabio Fazio sarà in cartellone il 17 aprile Ospiti la moglie Nicoletta, la figlia Cristina e tanti artisti
“Questa o quella per me pari sono”, canta nel Rigoletto di Giuseppe Verdi il Duca di Mantova, con il suo spirito libertino. E la voce, in quell’11 dicembre del 1965, nel tempio dell’opera, il teatro alla Scala di Milano, era quella di Luciano Pavarotti. Un tenore già noto e apprezzato che da lì a qualche anno sarebbe, però, diventato “il Tenorissimo”, mito della lirica mondiale. Oggi, a poco meno di 12 anni dalla morte, arriva l’ennesima riprova che il mondo non dimentica la voce e l’umanità di Big Luciano, con la serata-evento che il principale teatro del mondo, la Scala appunto, ha organizzato in onore del Tenorissimo il 17 aprile.
Alla serata scaligera, condotta dal presentatore tv Fabio Fazio, parteciperanno la moglie di Pavarotti Nicoletta Mantovani, la figlia Cristina Pavarotti, il soprano modenese d’adozione Raina Kabaivanska, il tenore Vittorio Grigolo, il sovrintendente del teatro Alexander Pereira e il musicologo Giovanni Gavazzeni.
Tanti i commenti dei protagonisti, a partire dalla Fondazione Luciano Pavarotti presieduta dalla vedova Nicoletta Mantovani: “La Fondazione Pavarotti - spiega una nota - è molto orgogliosa di prendere parte alla serata di tributo e ricordo che si celebrerà alla Scala in onore del Maestro. Nicoletta Mantovani desidera ringraziare il teatro e Classica HD (organizzatori dell’evento, ndr) che hanno fortemente voluto e reso possibile questa manifestazione. Molto pregevole anche l’uscita discografica che accompagna l’iniziativa, “Pavarotti alla Scala”, ovvero la raccolta delle più belle e significative performance di Pavarotti nel tempio milanese. Un modo, questo, per continuare a divulgare l’opera e far emozionare il pubblico con la voce del Maestro che rappresenta un patrimonio senza confini e senza tempo”.
Molto felice di esserci anche Raina Kabaivanska, attuale insegnante al conservatorio Vecchi Tonelli, ma soprattutto grande soprano che cantò alla Scala a partire dal 1961. «Ricordo un episodio molto divertente - racconta la signora - accaduto al Metropolitan di New York, nel 1966 o ‘67, dove io avevo già cantato in una Bohème e in un Otello. A un certo punto passai dal palco, durante le prove di un Rigoletto, e sentii una voce celestiale provenire dalle nuvole, da Dio stesso. Una voce di tenore straordinaria, tanto che corsi subito a vedere di chi era. Mi venne incontro un ragazzone carino e simpatico che mi disse che ci eravamo già incontrati a Reggio Emilia in un vecchio concorso. Ma io non ricordavo assolutamente e lui invece mi guardò negli occhi e disse ancora: “io ti ricordo benissimo perché eri proprio una bella… gnocca come si dice a Modena!”».
La serata alla Scala prevede proiezioni di video delle principali arie cantate dal Maestro modenese con le interpretazioni della Tosca, dell’Aida, della Messa da Reqiem, del Rigoletto, appunto, che si alterneranno con le parole dei protagonisti e con l’ascolto di alcuni brani dell’Elisir d’amore e della Luisa Miller che sono nel volume e cd “Pavarotti alla Scala”, ultima uscita della collana “La Scala Memories”.
Il legame tra il tenore modenese e la sala del Piermarini è lungo e denso di episodi, a partire appunto dal debutto del 1965 con la direzione di Francesco Molinari Pradelli. Ci furono altri spettacoli memorabili di Lucianone come la Boheme dell’anno seguente con la regia di Franco Zeffirelli nella quale Pavarotti era al fianco dell’altra modenese Mirella Freni. E poi altre Boheme, come quella del 1979 diretta da Carlos Kleiber, ma anche altre arie tra le quali segnaliamo, del 1968, la “Figlia del reggimento” sempre con la Freni, oppure, l’anno prima, una grande Messa da Requiem diretta da Herbert von Karajan con importanti solisti tra cui Nicolai Ghiaurov. Ci furono altri spettacoli memorabili mentre l’ultima volta di Pavarotti alla Scala andò meno bene: era l’11 dicembre 1992 e big-Luciano era protagonista nel Don Carlo. La regia era di Zeffirelli e il podio di Riccardo Muti. Ma in mezzo a tante note azzeccate il Maestro modenese ne sbagliò una nel “Io qui lo giuro al Ciel. Sarò tuo salvator, popol fiammingo, io sol” ricevendo i fischi del pubblico. I biglietti sono disponibili da oggi alla biglietteria della Scala in largo Ghiringhelli dalle 10 alle 18 (due ticket a testa). —
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