Gazzetta di Modena

nel chiostro di san pietro 

Piccola editoria, grandi firme A Buk gli autori si raccontano

Michele Fuoco
Piccola editoria, grandi firme A Buk gli autori si raccontano

Il premio del festival giunto alla dedicesima edizione al giornalista Paolo Mieli “per l’educazione costante  al pensiero critico”

3 MINUTI DI LETTURA







Dodici le edizioni di Modena Buk Festival che trova casa, il 13 e 14 aprile, nel chiostro di San Pietro. Una sede di prestigio in centro storico che darà la possibilità ai circa 100 espositori italiani di fare bella mostra delle loro pubblicazioni, soprattutto recenti, molte delle quali saranno presentate durante gli incontri con gli autori in tre sale del Monastero Benedettino di San Pietro.

Spicca il dialogo, sabato, 13 aprile alle 16.30, tra il vescovo di Modena Erio Castellucci e il direttore di EMI (Editrice Missionaria Italiana) Lorenzo Fazzini sull’autobiografia postuma “Il mio caso non è chiuso” di Jacques Dupuis, teologo belga che, in un lunga intervista realizzata dal giornalista irlandese Gerard O’Connell, rivela i modi con cui il Vaticano controllava i teologi dissidenti. Gli appuntamenti di richiamo sono tanti: dalla biografia “In arte Peter Sellers” ritenuto tra i più grandi geni della comicità, a cura di Andrea Ciaffaroni, all’autobiografia cult di Richard Pryor, definito da molti il più grande commedian di tutti i tempi; da “Ancora un giro di chiave. Nino Marano, una vita tra le sbarre” di Emma D’Aquino (con Francesco Zarzana è direttore artistico del Festival) che affronta la storia di un detenuto, ladro di ortaggi, che in carcere diventa assassino, a “Un morto ogni tanto. Perché combatto contro la mafia” di Paolo Borrometi, il giornalista che ha reso pubblici gli intrecci tra mafia e politica; dal reportage della giornalista Laura Tangherlini che proporrà il libro/dvd “Matrimonio siriano”, al “Supermusée” di Denis BecKer che parla del Louvre, di cui vengono curati più gli affari che la cultura.

Tra i modenesi ricordiamo Mario Ventura con il nuovo romanzo “Dal ventre” e la poetessa Alessia Natillo, autrice di “Andiamo ieri”. La presenza modenese alla manifestazione è costituita da Damster, Edizioni del Loggione, Elis Colombini, Marsella, Officina Typo, Saddai Edizioni e Zona 42 di Modena, Incontri Editrice di Sassuolo, Errekappa di Carpi, Edigiò e Tomolo Edizioni di Formigine. Damster propone, in un incontro, “Il segreto degli Estensi” di Simone Metalli, Il Centro Documentazione Donna il saggio “Pane, pace, liberta” di Caterina Liotti e Natascia Corsini.

Il festival, dedicato alla piccola e media editoria, si offre con la vivacità di sempre, con proposte ampiamente diversificate. Un pluralismo editoriale che afferma il concetto di “diversità”.

“Gli editori – dice Zarzana – sono soddisfatti perché trovano i visitatori attenti nello scoprire eccellenze, come accaduto nel 2009, quando l’editore Keller di Rovereto portò a Modena “Il paese delle prugne verdi” di Herta Muller, Premio Nobel della Letteratura”. Di “iniziativa altamente meritoria” parla l’assessore alla cultura Cavazza.

Il festival entra nel vivo da lunedì, quando il film “Vorrei dire ai giovani… Gina Borellini, un’eredità di tutti”, con regia di Zarzana, sarà proiettato a Roma presso Palazzo Montecitorio per un omaggio alla partigiana modenese. Giovedì, 4 aprile alle 21, Zarzana presenta nella Biblioteca di Formigine il suo libro “Sisigambi, regina di Persia”. Sabato, 13 aprile, alle 21, nella chiesa di San Carlo cerimonia per il Premio Buk Festival 2019 che sarà consegnato a Paolo Mieli “per l’educazione costante al pensiero critico”. Il giornalista terrà una lezione magistrale, riprendendo i temi del saggio “Lampi di storia”. Il Premio Speciale Buk 2019 per la Bibliodiversità andrà al festival Pordenonelegge”, per i 20 anni di promozione della lettura. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google