Dalle tute di decontaminazione ai piani di volo originali del lancio
Nelle sale dell’ ex Ausl esposti i cimeli dei mezzi usati per le esplorazioni dello spazio e varie riproduzioni: dalla tuta spaziale alla vela solare
«Per allestire la mostra abbiamo scelto tra i vari pezzi della collezione Pizzimenti quelli in grado di trasmettere emozioni ma anche la cultura aeronautica dell’epoca».
Esordisce così Gian Paolo Savio quando fa da guida alla mostra che ha ideato e curato nei minimi dettagli. Le spese di allestimento sono state coperte da una decina di aziende del comprensorio, alcune delle quali specializzate in prodotti di alta tecnologia, e il Comune ha messo a disposizione gli spazi.
Il risultato è evidente. Per la prima volta a Spilamberto, e in tutta la Valle del Panaro, sono visibili mezzi e strumenti utilizzati nell’esplorazione dello spazio. Molte le ricostruzioni, le foto, i pezzi rifatti in scala 1:1, ma ci sono anche pezzi originali, rarissimi.
Uno dei più eccezionali è rappresentato da una delle pompe che portavano l’elio ai serbatoi dell’X15, un progetto supersegreto applicato in soli tre velivoli effettivamente in volo. Una tappa intermedia tra i velivoli che volavano a velocità supersoniche e i razzi veri e propri, gli X15 servirono a testare lo stress per il fisico umano di fronte ad accelerazioni mai provate prima.
Un “modello” a grandezza naturale indossa una tuta stagna, uguale a quella che i tre astronauti dell’Apollo 11 indossarono una volta rientrati a terra, nel tragitto che li separava dalla navicella a una stanza senza batteri e a tenuta stagna.
«Fu una misura di sicurezza preventiva - spiega Savio - Gli scienziati non sapevano se sulla Luna potessero esserci batteri sconosciuti, in grado di superare le barriere delle tute spaziali e di creare disastri sulla Terra. Dopo ventun giorni di isolamento i tre piloti americani tornarono liberi e a contatto con il resto del mondo. E ancora abbiamo in mostra un meteorite che si è staccato sulla Luna e che è finito sulla terra, una macchina fotografica Hasselblad uguale a quella dell’Apollo 11 e tanto altro». —
S.C.
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