Gazzetta di Modena

Estense digitale Gli antichi libri si duplicano in versione web

S.L.
Estense digitale Gli antichi libri si duplicano in versione web

Un bando da un milione e 600mila euro A luglio pronta la prima parte dell’intervento 

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MODENA. I primi risultati il pubblico potrà vederli a partire da luglio, quando verranno consegnate le prime immagini digitali dei tesori antichi della Biblioteca Estense. Ieri la direttrice delle Gallerie Martina Bagnoli e il presidente di Fondazione Cassa di risparmio Paolo Cavicchioli - l’ente finanzia la costituzione di una start up con 1,6 milioni di euro - hanno presentato il progetto di “Digital Library” dell’antica istituzione oggi a Palazzo dei Musei. L’occasione di un progetto già partito da circa un anno è stata dettata dalla presentazione nella sede di “Ago-Fabbriche culturali” presso l’ex ospedale Sant’Agostino. Un progetto magari al momento non visibile, ma molto innovativo visto che verranno caricati sulla nuova piattaforma visibile da ogni computer migliaia di immagini. In particolare saranno 500mila le immagini pregresse immesse nel nuovo sistema compreso il fondo di Antonio Ludovico Muratori insieme alle nuove digitalizzazioni di circa 800 mappe antiche e 20mila documenti del fondo musicale della biblioteca statale. Tutto ciò sono le “Digital Humanities” previste al Sant’Agostino, rese possibili appunto da un bando molto ricco e valido tre anni della fondazione che ha portato alla nascita della società “Extense”. Questa è composta dalla capofila Franco Cosimo Panini editore che fornisce il sistema di archiviazione e digitalizzazione insieme a “Horizons Unlimited” con la piattaforma “Mlol”, “Hyperborea” della F.C. Panini e Mida Informatica; l’ente opera inoltre con tre assegnisti di ricerca del Dipartimento studi linguistici di Unimore. “Questo progetto - spiegano Martina Bagnoli e Paolo Cavicchioli - è frutto della interazione tra discipline tecnico-scientifiche e storico umanistiche, una grande occasione per Modena di entrare nella rete mondiale degli enti che digitalizzano il patrimonio storico”. Insieme al rettore Angelo O. Andrisano e al vicesindaco Gianpietro Cavazza c’era il responsabile del progetto, Giulio Blasi, ad di Extense: “L’Estense sarà la prima biblioteca italiana a utilizzare il protocollo IIIF che consente la visualizzazione e il confronto in alta risoluzione di molti materiali. Il sistema è ad esempio usato dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, dalla Biblioteca del Congresso di Washington e dalla Ashmolean Library di Oxford. Sarà ad esempio presto possibile riconoscere digitalmente gli autografi e confrontare le calligrafie”. In conclusione si è parlato della prospettiva economica di “Ago”, progetto culturale per il quale la Fondazione Cassa detiene un fondo di 34 milioni di euro. Ma si resta sempre in attesa del via libera della Soprintendenza. —

S.L.

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