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De Giovanni alla Ubik «Donne protagoniste nel mio nuovo noir un romanzo sociale»

Stefano Luppi
De Giovanni alla Ubik «Donne protagoniste nel mio nuovo noir un romanzo sociale»

Lo scrittore presenta, domani alle 19, “Le parole di Sara” e annuncia l’ultima avventura del commissario Ricciardi

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. «Le donne? Fondamentali, anzi imprescindibili, parlando di passioni e di noir, ossia di realtà». Parola di Maurizio De Giovanni, napoletano, scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano, prolifico autore di romanzi divenuti anche fiction televisive di grande successo, com’è il caso de “I bastardi di Pizzofalcone”.

De Giovanni domani, lunedì 8 aprile, alle 19, presenta il suo ultimo libro “Le parole di Sara” presso la libreria Ubik di via dei Tintori. In “Le parole di Sara” (350 pagine, 19 euro), uscito per la collana “Nero Rizzoli”, torna al centro della scena Sara Morozzi, personaggio che lo scrittore ha già utilizzato nel racconto “Sara aspetta” e in “Sara al tramonto”.

De Giovanni, nel suo libro torna protagonista una donna, Sara.

«In questo noir oltre a Sara c’è anche Teresa, dunque sono protagoniste due donne, due ex colleghe con un passato in comune presso una delle unità più segrete dei Servizi segreti italiani. A trent’anni dal loro primo incontro di lavoro, le strade di Sara Morozzi e Teresa Pandolfi tornano a incrociarsi: Sergio, un ragazzo, un affascinante ricercatore di cui Teresa si è innamorata, è scomparso nel nulla e solo Sara, uscita dai servizi e provata dalla solitudine in cui è sprofondata dopo aver perso il proprio compagno, potrà scoprire la verità».

Che donna è la Sara che lei tratteggia?

«È una donna non appariscente, dai capelli grigi, senza tacchi alti. È di mezza età e nei trent’anni precedenti di lavoro si è occupata di indagini “coperte” in qualità di esperta di linguaggio non verbale. Sara analizza le espressione del viso e i movimenti del corpo, scoprendo la verità che sta alle spalle della menzogna. Viene cercata da una vecchia collega, appunto Teresa, che nei servizi opera ancora, per indagare sul ricercatore scomparso e lei scopre tutta una serie di situazioni legate a un disegno più ampio che investe la politica, l’immigrazione clandestina, la società».

È un libro noir, il genere funziona?

«Il mio è in effetti un romanzo sociale, analizza la strada e si pone il problema della vera faccia del mondo. Lo fa senza perversioni e cercando di restituire la grande policromia della realtà».

Le donne nella letteratura funzionano?

«Sono imprescindibili parlando di passioni e non si può prescindere da loro, dalla loro crescente posizione nel mondo sociale. Raccontare delle loro passioni significa raccontare il mondo».

Dopo “I bastardi di Pizzofalcone” anche questo libro diverrà una fiction?

«Esiste un progetto e il libro è stato acquistato da una nota casa di produzione. Si vedrà in futuro come procedere».

Lei ha pubblicato molti libri, tra cui una decina presso Einaudi con protagonista il commissario Ricciardi, personaggio attivo nella Napoli degli anni Trenta. C’è qualcosa alle viste?

«Il prossimo libro con il commissario Ricciardi protagonista, che sarà pronto nel prossimo mese di giugno, sarà l’ultimo della serie”. —



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