Gazzetta di Modena

castelfranco 

Apre la mostra sull’autogrill dell’antichità

Serena Fregni
Apre la mostra sull’autogrill dell’antichità

Al museo Simonini reperti e immagini degli scavi nella mansio di via Valletta

3 MINUTI DI LETTURA







. Le antiche aree di sosta a servizi differenziati che i Romani avevano costruito lungo la via Emilia, le “mansiones” o “mutationes”, oggi ritornano alla luce grazie alla mostra allestita al Museo Simonini. In particolare la mostra sarà incentrata sulla “Forum Gallorum”, la mansio (dal verbo “manere”, fermarsi, rimanere) di via Valletta rimasta attiva per circa sei secoli, dalle realizzazione della via Emilia, su cui si affaccia, fino alla caduta dell’Impero Romano, e che accoglieva dignitari, ufficiali o chiunque viaggiasse per ragioni di stato. Dal titolo “Una sosta lungo la via Emilia, tra selve e paludi. La mansio di Forum Gallorum a Castelfranco Emilia”, la mostra aprirà le porte ai visitatori sabato 13 aprile (fino al 10 giugno) al museo civico archeologico “A.C. Simonini” alle 17.30 e per la direttrice del museo, Diana Neri, è un’occasione unica per ammirare un pezzo importante della nostra storia. «Siamo molto contenti di questa mostra - spiega - perché mette in luce la storia che appartiene ad un periodo per noi fondativo. Siamo a Forum Gallorum fra il II e I secolo a.C., un momento centrale per la mansio che in epoca imperiale subisce delle ristrutturazioni e dura fino in epoca antica». Infatti gli scavi rivelano che l’edificio veniva rifatto in media ogni 100 anni senza però mutare la configurazione degli ambienti, segno evidente che la mansio era adeguata alle esigenze che avevano portato alla sua costruzione. Il cambiamento invece avveniva nella via Emilia e nelle infrastrutture presenti, canali e condotte per drenare la carreggiata. La mansio è stata usata ininterrottamente dall’inizio del II secolo a.C. fino al V secolo d.C. e mostra una significativa ristrutturazione in età augustea dove raggiunge la massima estensione (1076,70 mq) nella seconda metà del I secolo d.C. quando viene aggiunto un cortile e un ulteriore stabile. «È un contesto importantissimo - afferma Sara Campagnari, curatrice - quello indagato che abbraccia un arco temporale che va dagli inizi del II secolo a.C. fino al basso medioevo. Quest’area rimane costantemente vocata all’ospitalità. Un tassello in più che si va ad aggiungere a quello che ci raccontavano già le fonti come Appiano che parla della battaglia di Forum Gallorum in occasione della guerra di Modena dove si narra che Antonio, dopo aver combattuto contro il console Irzio, si fosse ritirato proprio nella mansio di via Valletta». Saranno esposti 163 reperti che raccontano il tenore di vita degli abitanti della “mansio” e degli ospiti, da suppellettili di mensa, vasellame in vetro e un raro esemplare di coppa in ceramica invetriata e varie anfore, che confermano un luogo ben inserito nel contesto commerciale dell’epoca. Gli scavi, come racconta Campagnari sono partiti nell’estate del 2017: «Si è lavorato fino a dicembre 2018 in due fasi, è stata un’occasione fortunata perché dopo la fase di archeologia preventiva nel 2017 che ha portato la prima parte dello scavo estensivo, nel 2018 è partito il lotto di fianco e sono stati individuati altri scavi». La mostra sarà aperta martedì e venerdì dalle 10 alle 12.30, sabato dalle 16.30 alle 19 e domenica dalle 10 alle 12.30 (ingresso gratuito). —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google