Modena, ardita, violenta e poetica Il coreografo Ohad Naharin firma la danza “Sadeh21”
Un lavoro acrobatico dove si susseguono soli, duetti e gruppi sospesi in una ambientazione astratta
MODENA. Un ballerino aizza il pubblico in un idioma a noi incomprensibile. Uomini in abito da sera neri che sovvertono ogni diktat sociale, donne che suonano chitarre immaginarie. Questo, e tanto altro, è "Sadeh21" balletto del coreografo Ohad Naharin portato in scena domani alle 20.30 per la rassegna ModenaDanza, al Teatro Comunale Luciano Pavarotti, dalla compagnia Batsheva – The Young Ensemble, in prima ed esclusiva italiana. . Sadeh, che significa campo, area, settore, è una creazione del 2011 che ha entusiasmato il pubblico di tutto il mondo. Numerati da 1 a 21, i brani di questo spettacolo sono uno dei risultati più stupefacenti del linguaggio del movimento Gaga, una filosofia ideata da Naharin e divenuta la sua firma inconfondibile.
“L’ascolto del corpo” e la poetica acrobaticità che contorce i danzatori fino allo straniamento, si uniscono a un insieme di umorismo e commovente bellezza, altri elementi distintivi del coreografo. Audace, sensibile e divertente, questa coreografia è una sorta di versione in forma di danza del film di Stanley Kubrick 2001 Odissea nello spazio: la rotta però non è verso un satellite di Giove ma nella danza, nel corpo e nei corpi attraverso il loro movimento. Così più che di spazi siderali è giusto parlare di “campi”: Ohad Naharin ed i giovani di Batsheva Ensemble si spingono nell’emotività, nella violenza, nella solitudine e nel collettivo, nell’assenza e nella presenza, nella sensualità, nel tempo. Un lavoro dove si susseguono soli, duetti e squarci di gruppo, sospesi in una ambientazione astratta costruita sulle scenografie e le luci di Avi Yona Bueno, i costumi di Ariel Cohen, ma anche una intrigante colonna sonora curata da Maxim Waratt, che spazia da David Darling a Gavin Bryars, fino alle musiche di Angelo Badalamenti per il film Mulholland Drive di David Lynch.
Sadeh21 è una visione poetica dove i temi, le immagini, i suoni e l’estetica che appartengono all’immaginazione e all’opera di Ohad Naharin si rigenerano proiettandosi nel futuro. Nell’ottobre 2018 la coreografia è stata rimontata e presentata a Parigi dagli straordinari danzatori del Batsheva The Young Ensemble, portando nuova linfa ad una creazione che negli anni ha raccolto i più ampi consensi di pubblico e critica. Batsheva – The Young Ensemble è stato creato da Ohad Naharin nel 1990 – quando ha assunto la direzione artistica della Batsheva Dance Company – per occuparsi della formazione dei danzatori nei processi creativi, del tutoraggio dei giovani danzatori e della creazione di un pubblico giovane interessato alla danza in Israele. Questo contesto formativo prevede l’apporto di giovani coreografi indipendenti, un training rigoroso, tournées nazionali e internazionali e un programma di studio di esemplare ampiezza. —
M.V.M.
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