Gazzetta di Modena

curiosità tra gli stand 

Dalla Svizzera un editore “onlus” E da Formigine spazio ai giovani

M.F.
Dalla Svizzera un editore “onlus” E da Formigine spazio ai giovani

Flamingo di Bellinzona non ha scopo di lucro; l’attività è mirata all’impegno sociale e riabilitativo Tomolo e EdiGiò punta su bimbi  e ragazzi. “Denuncia” sul Louvre

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modena. Atmosfera gioiosa nel chiostro di S. Pietro. Nonostante il tempo incerto l’esposizione all’aria aperta piace agli editori della piccola e media editoria, ma anche ai visitatori numerosi, ieri, in tarda mattinata. Tra le case editrici Flamingo Edizioni di Bellinzona (Svizzera), diretta dallo psicoanalista Orlando Del Don che evidenzia come le loro pubblicazioni siano finalizzate alla promozione del sapere e del piacere della lettura, ma anche all’impegno psico-sociale, riabilitativo. «Priorità - dice il direttore - all’integrazione dei pazienti psichici. Puntiamo all’inserimento sociale, non discriminato, occupandoli nel lavoro di impaginazione, della realizzazione della copertina. Abbiamo 12 collane, anche quella di politica. Al centro poniamo l’uomo, risvegliando la curiosità e la passione per la lettura. Tendiamo a far nascere nei lettori la scintilla della consapevolezza. La nostra casa editrice non ha scopo di lucro. Il ricavato va a beneficio degli utenti». Singolare anche le Edizioni Tomolo e EdiGiò di Corlo di Formigine. «Diamo spazio - dice il titolare Nicola Di Salvio - a ragazzi e bambini. Abbiamo due sezioni: una, chiamata “Parole di bimbo”, dagli otto ai 12 anni, l’altra, “Parole minorenni”, dai 12 ai 18 anni”, perché il nostro obiettivo è quello di far scrivere i giovanissimi, a cui è riservato anche un concorso per le scuole». Con Di Salvio lavorano la moglie Viviana e il figlio dodicenne Lorenzo, autore di “Esopo mi fa un baffo” e de “La tutela dell’ambiente. Un piccolo “genio”: scrive, cura la parte grafica dei libri, è illustratore e fumettista. Singolare la denuncia che fa, con “Supermusée”, Denis Becker (pseudonimo), che racconta come il Louvre sia diventato una impresa. «Non un museo ma un luogo dove si vende merce. Più visitatori e meno persone che ci lavorano. Il Louvre è il più grande museo al mondo e devono vendere brand, come Nike, Adidas. I visitatori vanno al Louvre ma non ricevono spiegazioni sulle opere. Sono sempre più numerosi ed è difficile per loro apprezzare le opere. Per questo il museo è diventato un supermercato». Da Saddai Edizioni troviamo “La libido delle donne” di Francesca Pellegrini Monterastelli che sostiene che «la libido non coincide con la sessualità e genitalità. È l’energia vitale che permette a noi donne di affermarci e di riuscire ad essere felici». —

M.F.

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