Nelle teche di Unimore un vasto patrimonio con collezioni uniche
L’antico museo anatomico di viale Berengario, parte del Polo museale di Unimore, sarà un fiore all’occhiello del futuro Polo culturale dell’ex Sant’Agostino. Questo luogo, chiuso per ristrutturazione anche se si può visitare virtualmente sul sito www.museianatomici.unimore.it, confina con lo straordinario Teatro Anatomico settecentesco di Antonio Scarpa che invece è aperto al pubblico per visite guidate e laboratori didattici di “Ago”.
L’Anatomico è in realtà una istituzione costituita da più musei via via fondati dall’ateneo a partire dalla seconda metà del ‘700, dopo la riforma universitaria attuata dal duca Francesco III d’Este nel 1772. Il suo nucleo principale risale al 1854 e si è arricchito di materiali fino al 1926 per opera soprattutto dei direttori Paolo Gaddi e Giuseppe Sperino: oggi il luogo espone in vari saloni oltre mille pezzi delle diverse parti dell’apparato umano ordinati secondo finalità documentarie.
Tra i preparati naturali, ad esempio, particolarmente singolare è la raccolta di scheletri fetali in posizione eretta composta da 49 esemplari. Notevoli anche due collezioni di crani umani: la raccolta etnografica-antropologica del Gaddi e l'interessante nucleo di teste classificate secondo la teoria di Cesare Lombroso, il fondatore dell'antropologia criminale.
Degni di particolare attenzione sono poi le cere anatomiche eseguite nella seconda metà del XIX secolo dal ceroplasta Remigio Lei nonché le settecentesche terrecotte dipinte, quasi tutte a grandezza naturale che raffigurano diverse fasi della gravidanza e del parto, firmate dallo scultore bolognese Giovan Battista Manfredini. —
S.L.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
