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Rocco Schiavone entra al carcere di Sant’Anna Ed è un grande successo

Stefano Luppi
Rocco Schiavone entra al carcere di Sant’Anna Ed è un grande successo

Lo scrittore Antonio Manzini ospite del Premio letterario ha presentato l’ultima avventura del suo personaggio

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. Che il linguaggio del vicequestore Rocco Schiavone - personaggio simbolo dei libri recenti di Antonio Manzini e anche di una fortunata serie Tv di Rai2 - fosse diretto e deciso, tutti i fan dello scrittore lo sanno. Che il poliziotto e le sue avventure, raccontate con un cifra particolarmente realistica, fossero adatti ad essere oggetto di un incontro in carcere, lo si è compreso ieri. A Sant’Anna, infatti, davanti a una ottantina di detenuti, è andato in scena il terzo appuntamento di “Sognalib(e)ro”, il premio nazionale curato dal responsabile di “Tuttolibri” de La Stampa Giordano Bruno Ventavoli. Iniziativa di respiro, utile a diffondere la lettura tra i detenuti - e anche tra la polizia penitenziaria - compresi i molti stranieri che affollano il carcere e non sempre conoscono a sufficienza la lingua italiana. Manzini e Ventavoli hanno presentato l’ultimo libro dello scrittore romano, “Rien ne va plus”, edito da Sellerio di Palermo, che in questa nuova avventura narra la scomparsa di tre milioni di euro dal casinò di Saint-Vincent in Val d’Aosta e parla del tema della ludopatia. Le tante domande dei detenuti sono state proprio legate a questa grave dipendenza, un problema cui Modena e la Regione Emilia Romagna si dedicano da tempo con buoni risultati.

«Dopo avere letto questo volume - spiega un detenuto di origine straniera - penso di poter dire che c’è tanta ipocrisia sulla ludopatia. Lo Stato, infatti, la combatte, ma d’altro canto incassa i proventi della tassazione». Un altro detenuto interviene su un particolare aspetto della trama del libro, quello della corruzione di un poliziotto che mette in cattiva luce l’intera categoria. Tema delicato soprattutto all’interno di un carcere dove le forze dell’ordine, in questo caso le guardie carcerarie, svolgono un difficile compito di controllo, di “pena”, ma anche di riabilitazione.

L’introduzione di questi incontri di lettura a Sant’Anna - dove è attiva anche una biblioteca collegata alla Delfini - ha avuto molto successo, tanto che una guardia carceraria ha detto: «ero un grande fan dei libri di Camilleri, ma dopo avere letto le gesta di Schiavone, ho cambiato idea». Una detenuta ha sottolineato come questo libro di Manzini metta al centro della riflessione i valori, sia quelli giusti che quelli sbagliati, e parli anche di sofferenza e di solitudine. «Credo molto nella iniziativa di Ventavoli e del premio nazionale - spiega la responsabile della casa circondariale Nicoletta Saporito - tanto che i detenuti che hanno letto i libri sono arrivati ad una settantina. Si abituano a leggere e chi non conosce bene l’italiano impara anche di più». Antonio Manzini si è subito trovato a suo agio: «Parlo del fatto che i libri permettono evasioni anche se solo con la mente e questo libro mette al centro la vicenda della ludopatia e del gioco d’azzardo che c’è sempre stato. Credo non finirà mai perché è diffuso in tutti gli strati sociali. A me piace parlare delle cose che non vanno, raccontare, attraverso il personaggio di Schiavone, persone reali e i vizi che si incontrano nella società. Credo anche sia utile parlare dei libri con iniziative come questa». Il giornalista Ventavoli concorda: «Abbiamo grandi aspettative, perché i detenuti hanno iniziato a leggere e a parlare tra loro di questi personaggi conosciuti attraverso le pagine. Il recupero dopo un reato, come dice la Costituzione, passa anche da qui». L’iniziativa, che gode del sostegno economico di Bper e della promozione del Comune di Modena, è al terzo appuntamento a Sant’Anna. Il 27 maggio toccherà a Laura Morante con il libro “Brividi immorali” (La Nave di Teseo). —

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