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la presentazione in senato a roma 

Torna il teatro fatto dai ragazzi Ottocento piccoli attori in scena

Serena Fregni
Torna il teatro fatto dai ragazzi Ottocento piccoli attori in scena

La 35esima edizione del festival si terrà a Marano, Savignano e Vignola Due rassegne, una di mattina per le scuole, una di sera per tutti. Si parte il 26

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Era il 1985 quando il comune di Marano diede vita alla prima edizione del festival del teatro dei ragazzi e oggi, dopo oltre trent'anni, la manifestazione è pronta ad inaugurare la 35esima edizione. Un festival cresciuto negli anni e diventato una rassegna di teatro-educazione di livello nazionale ed europeo, che si terrà dal 26 aprile fino al 18 maggio tra Marano, Savignano e Vignola.

Saranno due le rassegne in programma, una mattutina per il pubblico delle scuole e una serale aperta a tutti che vedrà coinvolti circa 800 bambini e ragazzi provenienti da tutta Italia con spettacoli teatrali realizzati dai bambini e ragazzi in ambito scolastico ed extrascolastico, grandi ospiti, proiezioni cinematografiche e tanto altro legato al mondo teatrale e artistico.

Per festeggiare questo importante traguardo, una delegazione del festival capitanata dall'amministrazione di Marano insieme ad alcuni bambini e ragazzi protagonisti del festival, insegnanti e organizzatori, è stata accolta in Senato dal senatore del Pd Edoardo Patriarca che ha voluto presentare ufficialmente il festival nelle sale di Palazzo Madama. È proprio al Senato è stato presentato "Storie per il mondo che verrà", tema di questa edizione del festival che vuole essere un modo per custodire ciò che deve essere ricordato, tramandato e raccontato per lasciare alle prossime generazioni un mondo migliore. «In questi 35 anni - spiega Emilia Muratori, sindaco di Marano - abbiamo visto come l'esperienza teatrale possa aiutare a far crescere un paese, attraverso la cultura e il teatro e i bambini che si mettono in gioco, imparano a formare la sicurezza in sé stessi, oltre che divertirsi e stare insieme, promuovendo cultura per tutti».

Parole condivise anche da Alessandra Tomassini, direttrice artistica insieme a Giorgio Incerti della manifestazione che crede nel teatro come forma di democrazia e crescita per questi giovani: «Il teatro fa muovere e vivere tutta la città insegnando ai ragazzi ad apprendere attraverso le emozioni. I ragazzi fanno esperienze extrascolastiche, in ambito sociale e integrazione, due aspetti molto importanti che sviluppano cultura». Lo sviluppo della voglia di fare teatro, promuovendo l'educazione del teatro in ambito scolastico e della produzione della cultura giovanile sono due punti centrali che gli organizzatori portano avanti e condivisi anche dal senatore Patriarca che dopo aver seguito il festival gli scorsi anni vuole valorizzare, insieme alla Regione Emilia Romagna, già partner del festival, questa iniziativa da lui definita «una manifestazione che può dire tante cose al nostro paese e lo fa attraverso il teatro che utilizza e il corpo e la parola per esprimere emozioni». A chiudere la presentazione le parole del piccolo Adam Saqi, uno dei piccoli protagonisti del festival: «Il teatro è libertà perché sul palco puoi esprimerti come vuoi». —

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