Modena, i palazzi Borsari e Coccapani della corte estense aprono al pubblico
Dal 4 maggio tre giornate di visite guidate negli edifici storici di corso Vittorio Emanuele
MODENA. Saloni affrescati, spazi con arredi di grande valore, opere d’arte alle pareti. Ai tempi degli Este anche le grande famiglie che facevano da corollario ai duchi misero insieme dimore di grande pregio.
In parte visitabili dal pubblico, com’è il caso della nuova iniziativa "Dove abitavano i signori”. Parte il 4 maggio, con Palazzo Borsari e Palazzo Coccapani d'Aragona di corso Vittorio Emanuele II il nuovo itinerario turistico tra le dimore storiche legate alla corte ducale estense.
L’iniziativa, a cura del servizio Promozione della città e turismo del Comune in collaborazione con l'Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti e il Consorzio della Bonifica Burana, prosegue poi il primo giugno e il 6 luglio e permette quindi una passeggiata culturale di questi signorili luoghi con una guida turistica (da prenotare, 8 euro il costo) che informerà su aneddoti e ricordi.
A Palazzo Coccapani d’Aragona, al civico 59 di corso Vittorio Emanuele II, ha sede l'Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti, già Accademia dei Dissonanti fondata dal Marchese Rangoni.
L’edificio venne realizzato nel Seicento da Rocco Lorenzotti, di professione segretario ducale, successivamente nel Settecento passò al marchese Paolo Rango d’Aragona, di origine napoletana, che lo ampliò e lo ristrutturò sotto la direzione dell'architetto ducale Pietro Termanini.
Il palazzo, che ospita anche spazi delle Gallerie Estensi, conserva un meraviglioso scalone imperiale a tre rampe decorato con ricchi affreschi e stucchi.
Le sale del piano nobile - come spiega la Guida di Modena di Patrizia Belloi ed Elis Colombini - oltre alla bella aula utilizzata per le conferenze sono un’infilata di decori, stucchi e specchi che testimoniano il fasto della aristocrazia modenese vicina a Palazzo Ducale.
Attualmente l’edificio funge anche da biblioteca dell’Accademia, con migliaia di antichi volumi catalogati e ordinati: il volume più prezioso è un esemplare unico al mondo del “Morgante” di Luigi Pulci risalente al 1481. Palazzo Borsari, collocato poco oltre al civico 107, oggi è la sede del Consorzio della Bonifica Burana ed è più recente: fu realizzato nel 1845 per volere di Giuseppe Maria Borsari, esponente di una nobile famiglia proveniente da Finale, alla quale l’edificio appartenne fino agli anni ‘30 del Novecento. Informazioni. La durata della visita è di un’ora e mezzo circa e si svolge dalle 17,30 alle 19.
I due palazzi, tra i principali di Modena, sono già stati aperti al pubblico in anni recenti grazie alle iniziative del Fai. Le prenotazioni si effettuano alle Iat di piazza Grande 14, tel. 059.2032660, info@visitmodena.it. Ogni visita guidata costa 8 euro a persona e va prenotata on line, entro il mercoledì precedente la data della visita, al link http://experience.modenatur.it/it/activity/260415/dove-abitavano-i-signori (www.modenatur.it e www.visitmodena.it). La visita viene effettuata con un nmero minimo di 15 iscritti e non superiore a 30. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
