Gazzetta di Modena

“Tecno-filò” al teatro Dadà Marco Paolini riflette sulle nostre vite digitali

“Tecno-filò” al teatro Dadà Marco Paolini riflette sulle nostre vite digitali

Spettacolo al Dadà di Castelfranco

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CASTELFRANCO. Volge al termine la stagione del Teatro Dadà, organizzata e promossa da Ert. Venerdì, alle 21, Marco Paolini presernterà il suo ultimo spettacolo “Tecno-filò, technology and me”. . «Non sono un esperto di Internet, non sono un utente dei social. Non conosco la meccanica quantistica, né le neuroscienze e la fisica, né la robotica e le intelligenze artificiali. Ma tutto questo mi riguarda e mi interessa. So che la mia vita sta cambiando grazie o per colpa delle tecnologie che da queste innovazioni derivano e di cui faccio uso anch’io come i miei simili»:

Marco Paolini riflette a voce alta su questi temi mettendo insieme piccole storie unite da un filo rosso di ragionamenti. Un tempo, nelle veglie invernali si chiamavano “filò” le narrazioni degli anziani che raccontavano qualcosa di unico e prezioso. Senza presunzione di riuscirci, Paolini prova a narrare il nostro “tempo crisalide” come lo definisce l’artista stesso.

«Quali esercizi servono per bilanciare l’uso di uno smartphone? – afferma Marco Paolini – L’uso di queste “protesi” mi modifica e anche se sono restio ad ammetterlo, non sono più lo stesso. Ho l’impressione che una volta cominciato a provare certe comodità sia davvero difficile rinunciarvi e il loro peso nella mia vita sia destinato ad aumentare, ma non so con quale bilancia pesarlo. Non sono preoccupato, sono curioso e credo che il peso crescente della tecnologia nelle nostre vite dovrebbe essere bilanciato dalla politica, dalla vita sociale, dall’etica condivisa e forse da altro, tra cui la cultura. Lasciata a sé stessa la tecnologia è come il colesterolo cattivo, allora forse parlarne è uno dei modi per cominciare ad occuparsene. Un altro sarebbe considerare l’impatto sul pianeta e non sulle singole persone. Oggi, anche se esiste, la coscienza ecologica non basta ad affrontare il problema dell’ecologia, cioè la sostenibilità dello sviluppo. Serve tempo perché si formi un’ecologia del web e delle biotecnologie, ma quanto?». —

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