“Armata Rossa” a casa Pavarotti: «Che emozione poter cantare qui»
Visita speciale per gli artisti del mitico Coro. E al teatro Storchi ci sarà il gran galà finale
MODENA. Sarà il galà di questo pomeriggio al teatro Storchi, per altro ad ingresso gratuito, a sancire la chiusura dell’edizione 2019 delle “Serate Russe in Italia” che hanno visto da venerdì ad oggi centinaia di artisti provenienti un po’ da tutta Europa impegnati nelle diverse masterclass che hanno caratterizzato la manifestazione. Organizzata per il secondo anno consecutivo a Modena la rassegna ha avuto come punta di diamante la partecipazione del Coro dell’Armata Rossa che, oltre all’applauditissimo concerto al Forum Monzani, a favore di Lions for Stoma Care, è stato anche accolto da Nicoletta Mantovani per una visita speciale all’interno della casa museo Luciano Pavarotti.
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«Un’emozione unica poter cantare nella sala al piano di sopra con il soffitto che si affaccia sul cielo» ha detto il direttore artistico del coro, Gennadiy Sachenyuk che ha parlato di una «canzone “porta fortuna” con un augurio di vita e prosperità rivolto direttamente alla padrona di casa». Visibilmente commossa Nicoletta Mantovani ha risposto dicendo: «Potervi ospitare qui, nella casa dove Luciano ha vissuto e dove se ne è andato, è davvero un grande onore e sono molto felice di questa visita». Il coro, composto da adulti ma anche da tanti giovanissimi, ha visitato dapprima il museo, fotografando e scrutando ogni cimelio di Pavarotti, i tanti premi, i costumi originali delle opere con in sottofondo la voce del tenore ad accompagnare la visita. «È la prima volta che veniamo a Modena e a casa di Luciano Pavarotti - ha detto Sachenyuk - per noi è una grandissima emozione essere qui perché era il posto dove lui creava, dove amava la musica». Una storia mitica, quella del coro, come racconta ancora il direttore artistico: «L’ensemble è stato fondato nel 1928 e quest’anno festeggiamo i 90 anni e i concerti che stiamo facendo in questo periodo sono legati proprio ai festeggiamenti del 90esimo. L’ensemble comprende un coro maschile, un’orchestra di strumenti popolari russi e una sinfonica. Ci sono anche i solisti e un corpo di ballo composto da uomini e donne». Il coro vuole essere anche scuola per formare giovani musicisti: «La formazione all’interno del coro inizia fin da bambini - spiega ancora il direttore - con uno studio dedicato proprio alla loro crescita professionale, i giovani vengono poi affiancati dagli adulti per apprendere una formazione completa». Uno sguardo ai giovani che è sempre stato anche un obiettivo di Luciano Pavarotti, come ha ricordato anche Nicoletta Mantovani. —
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