Gazzetta di Modena

la scuola presente al Motor Valley Fest 

“Escorpio”, l’elettrica del da Vinci che ha conquistato l’Europa

Gaetano Cervone

Creato dagli ingegneri di domani il veicolo ha un telaio portante in fibra di carbonio e dal 2007 gareggia regolarmente alla Eco-Marathon della Shell

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. Il genio è già nel nome della propria scuola, Leonardo da Vinci. E al genio fiorentino si sono ispirati anche quando hanno deciso il nome Escorpio per quel veicolo per cui hanno dedicato la maggior parte del proprio tempo libero (e dei fine-settimana): «L’idea era quella di una forma di educazione ambientale tecnologica, piuttosto che portare i ragazzi in campagna a guardare gli uccelli, abbiamo pensato ad un altro approccio, un diverso punto di vista per favorire la riduzione dei consumi» spiega Stefano Covezzi, professore all’Istituto tecnico industriale “Leonardo da Vinci” di Carpi. Le grandi invenzioni, è già stato detto, sono figlie delle grandi intuizioni. Ma è anche vero che spesso sono il prodotto di qualcosa di inaspettato. Stefano Covezzi era convinto che gli studenti della sua scuola fossero in grado di creare qualcosa di straordinario, ma di certo quella mattina del 2007 - quando su internet venne a conoscenza di una competizione internazionale che mettesse alla prova progetti sul risparmio energetico - non pensava che in così poco tempo la sua scuola potesse gareggiare (e vincere) battendo scuole e Atenei di tutta Europa. Escorpio è l’auto elettrica progettata e costruita interamente dagli studenti dell’ITIS da Vinci di Carpi, ha un telaio portante in fibra di carbonio, un motore completamente elettrico e dal 2007 gareggia alla Eco-Marathon, competizione internazionale organizzata dalla Shell che non premia chi va più veloce, ma chi consuma di meno. Su 150 team in gara nel 2018, soltanto cinque provenivano dall’Italia: il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, l’Università di Catania, l’ITIP “Bucci” di Faenza e appunto il Leonardo da Vinci di Carpi, salito (nel 2017) sul podio più alto nella categoria dei prototipi elettrici: «Per noi è stata una soddisfazione grandissima, una gratificazione incredibile che ha ripagato tutti gli sforzi e i sacrifici che hanno accompagnato questa bellissima esperienza» spiega Matteo Tarabini Solmi, 19 anni, team manager, nella squadra di Escorpio dalla prima superiore. Gli incarichi di responsabilità ci sono eccome, d’altronde stiamo parlando di una vera e propria scuderia suddivisa per area progettuale, di un veicolo dotato di sistemi tecnologicamente avanzati in grado di consentire in tempo reale il cambio della strategia e la visualizzazione delle prestazioni durante le gare: «Ogni anno miglioriamo il veicolo, sperimentiamo cose nuove che possono portarci vantaggi oppure fallire, materiali più leggeri, sensori e questo richiede naturalmente studio, impegno e tanto tempo, spesso da ricavare nelle ore extra-scolastiche - aggiunge Enrico Bigarelli - D’altronde applichiamo alla lettera la logica dell’ITIS, ovvero imparare facendo, ma riuscendo ad andare anche oltre: nella sola didattica, ad esempio, le fibre di carbonio con cui realizziamo le scocche non le avremmo toccate neppure di sfuggita». Ci sono studenti di tutti gli anni, nel team collaborano ogni anno quasi 50 ragazzi, ma sono in 20 quelli che rappresentano ogni anno il team in gara, tra cui anche ragazze, come la pilota Terezia Oprica. Il loro futuro? Ingegneria all’Università di Modena e Reggio Emilia, ammesso che i brand con cui collaborano da anni non li convincano ad entrare da subito in azienda. D’altronde il genio non è soltanto nel nome della propria scuola. —

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