Gazzetta di Modena

il curatore delle antologie 

«Sapere significa avere sapore Questa la sua grande intuizione»

M.F.

«Una straordinaria ricchezza di scritti che si devono ordinare affinché nulla vada perduto. Per questo vanno cercate piste E anche il cibo è una di queste»

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MODENA. È Gabriele Maestri, docente di diritto dei partiti all’Università Roma Tre, a curare le due piccole antologie, su musica e cibo, per la casa editrice “Il Dondolo”, diretta di Beppe Cottafavi. «Ho iniziato questo lavoro da lettore e cultore berselliano, cioè come appassionato e conoscitore di ciò che il giornalista e intellettuale aveva scritto. L’ho scoperto prima sul piano musicale e nel libro “Quel gran pezzo dell’Emilia”, che è forse è uno dei ritratti più belli che l’Emilia si sia meritata».

Come ha proceduto per realizzare i due e-book?

«Il problema è anche la straordinaria ricchezza di scritti. Al di là dei libri che sono tanti, Edmondo ha scritto tantissimo in tante occasioni e, quindi, la raccolta completa degli articoli, che è disponibile online per chiunque li voglia consultare, è davvero un giacimento pauroso. Se non viene minimamente ordinato, alcune cose rischiano di sparire, di non vedersi in mezzo a tutto questo immenso materiale. Per questo è stato necessario trovare delle piste. Uno dei temi fondamentali è la musica, e c’è tantissimo materiale, tanto che si potrebbero pubblicare altri due libri».

E gli scritti sulla cucina?

«Edmondo ci ha lasciato delle perle, un vago sentore di cibo. Il cibo che si nasconde un po’ dappertutto: nel narrare un territorio, l’Emilia... Per la cucina c’è, ovviamente, meno materiale. Nel libro si trova pure il discorso che lui ha tenuto sull’aceto balsamico in Comune a Modena, che si chiamava “Balsamico è”. Un inedito perché mai scritto ma solo pronunciato. Nell’e-book, non ci sono gli scritti pubblicati nei libri. Per motivi di diritti abbiamo rinunciato. Il libro “Sapori con riserva” è composto, per il 90%, di articoli presi principalmente dalla Repubblica e dall’Espresso, dal 2004 al 2009. Il resto fa parte di altre pubblicazioni».

Quali sono le sue grandi intuizioni?

«La sua grande intuizione è che “sapere significa avere sapore”, e che senza sapore la vita non esiste, è piatta. Il sapore è giusto raccontarlo, perché raccontandolo torna indietro e fa parte della testa e del bagaglio di ciascuno di noi. Lui non l’ha mai ritenuto basso, volgare o troppo popolare, lo ha considerato un pezzo di noi. Il libro si può scaricare gratuitamente, sabato pomeriggio, sia sul sito del Dondolo (www.comune.modena.it/ildondolo) che su quello degli Amici di Berselli (www.edmondoberselli.net)». —

M.F.



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