Storie e letteratura Laura Morante in carcere incontra i detenuti
MODENA. Laura Morante, nota attrice e “musa” di numeri uno della macchina da presa come Nanni Moretti, i Bertolucci e Mario Monicelli, lo scorso anno ha debuttato anche come scrittrice. Merito di Elisabetta Sgarbi, l’editrice de La Nave di Teseo, che l’ha convinta a esplorare anche il mondo della parola scritta. Ne è nato “Brividi immorali”, volume dello scorso anno che domani alle 11 verrà presentato ai detenuti del carcere di Sant’Anna all’interno della rassegna “Sognalib(e)ro”. Anche se il pubblico, per ovvi motivi, non potrà assistere a questa presentazione l’iniziativa ha un alto valore simbolico legato alla importanza di prestare attenzione alla formazione intellettuale di quanti, giustamente, scontano la propria pena dietro le sbarre. Queste presentazioni di “Sognalib(e)ro”, curato da Bruno Ventavoli, responsabile di Tuttolibri de La Stampa, hanno riscosso tra tanti detenuti una certa attenzione tanto che al momento dell’incontro molti fanno domande. E’, appunto, una delle funzioni della manifestazione che nasce con l’obiettivo di promuovere lettura e scrittura negli istituti penitenziari, favorendo quella riabilitazione citata nella Costituzione. Dopo Antonio Manzini, il papà del vicequestore Rocco Schiavone tocca dunque alla Morante. Laura, non solo attrice ma anche regista, debutta giovanissima sul palcoscenico prima nella danza, con la compagnia di Patrizia Cerroni, poi in teatro con un mostro sacro come Carmelo Bene. Al cinema viene diretta da Giuseppe e Bernardo Bertolucci, Nanni Moretti, Mario Monicelli, Gianni Amelio, Pupi Avati, Peter Del Monte e recita al fianco di importantissimi colleghi come João César Monteiro, John Malkovich, Alain Resnais. Forte di premi e riconoscimenti per la sua carriera di attrice, nel 2012 esce “Ciliegine", il suo primo film come regista che vince il titolo Globo d’oro come rivelazione. Nel 2016 Morante firma la sua seconda regia con il film “Assolo” prima, appunto, di cimentarsi con il libro “Brividi immorali”. la trama tratta di famiglie, coppie in crisi, omicidi e amici, raccontando storie di verità taciute che assumono, magari senza volerlo, le sembianze di grosse bugie. Morante scrive anche di tradimenti e paure alimentati da vecchi rancori o da accadimenti fortuiti, fraintendimenti e rimpianti serbati per anni che arrivano improvvisi a scompaginare le carte, a scrivere da capo un inizio o una fine, mandando all’aria ogni morale. C’è molto il senso ritmico del jazz in queste pagine, molta umoralità, un po’ di violenza e soprattutto donne inquiete, fragili, contradditorie insisme a uomini razionali e infantili, bambini sognanti e feroci, appunto molto ritmo. Un libro, insomma, “musicale”.
“Sognalib(e)ro” è promosso dal Comune di Modena - assessorato alla Cultura, con la Direzione generale del Ministero della Giustizia - Dipartimento amministrazione penitenziaria, Giunti editore, e il sostegno di Bper Banca. —
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